Ogni giorno tre notizie riportate da fonti estere sulla crisi climatica, la perdità di biodiversità e lo sviluppo insostenibile sono riassunte – con l’aiuto dell’IA – in questa sezione.
(link archivio febbraio-luglio 2025) (link archivio agosto 2025-marzo 2026)
12 giugno
1. EDF e Centrica vicine all’accordo: Sizewell B nucleare prorogata fino al 2055
EDF (Électricité de France) e Centrica (società di servizi del Regno Unito) sono pronte ad accordarsi con il governo britannico per estendere di 20 anni la vita della centrale nucleare di Sizewell B. Le aziende stanno per firmare un’intesa con il Dipartimento per l’Energia e il Net Zero, con un annuncio atteso nelle prossime settimane. L’accordo finale è previsto per la fine dell’anno e darebbe a Sizewell B un rinnovo del contratto il periodo 2035-55 a circa £70 per megawattora generato. bloomberg.com
2. L’UE approva controlli più forti sui prezzi del nuovo mercato del carbonio ETS2
L’Unione Europea ha concordato misure più stringenti per controllare i prezzi nel suo nuovo mercato del carbonio ETS2, in risposta ai timori dei governi che il nuovo sistema potesse aumentare le bollette energetiche. Se il costo dei permessi supera i €45 per tonnellata di CO₂, verranno immessi nel mercato 40 milioni di permessi dalla “riserva di stabilità”, il doppio rispetto ai 20 milioni previsti in precedenza. La riserva può essere attivata due volte l’anno, aggiungendo fino a 80 milioni di permessi extra annualmente. L’ETS2 entrerà in vigore nel 2028. reuters.com
3. La “crescita economica” è una “strategia condannata”
La rassegna di Carbon Brief dell’11 giugno raccoglie l’allarme lanciato da un gruppo di economisti secondo cui la strategia della “crescita economica perpetua” è “condannata” e occorre un approccio radicalmente diverso per affrontare i limiti planetari. La rassegna riporta inoltre che l’amministrazione Trump sta prendendo di mira gli immigrati provenienti proprio dai paesi più colpiti dagli shock climatici, una dinamica che intreccia crisi climatica e politiche migratorie nel dibattito globale. carbonbrief.org/daily-brief
11 giugno
1. L’India fissa un “limite invalicabile” a Bonn: nessun nuovo obbligo climatico
L’India ha dichiarato ai negoziati intermedi sul clima – che si tengono a Bonn in questi giorni – che “nessuno nuovo obbligo al di là dei mandati concordati” potrà essere aggiunto. La posizione arriva mentre le organizzazioni della società civile spingono per un’azione più forte sulla fuoriuscita dai combustibili fossili. L’India chiede che l’agenda si concentri sull’attuazione, incluso il potenziamento dell’Articolo 9.1 sul finanziamento climatico, e ha espresso preoccupazione per il calo dei finanziamenti climatici dai Paesi sviluppati. downtoearth.org
2. I giganti cinesi del solare si spostano sulle batterie
I principali produttori cinesi di pannelli solari, come JinkoSolar, JA Solar, LONGi e Trina Solar, stanno puntando sull’export di batterie ad alto margine per compensare il rallentamento del fotovoltaico, scommettendo sulla domanda globale di stoccaggio energetico rinnovabile. JinkoSolar prevede di quasi triplicare la capacità manifatturiera di batterie, da 5 a 13-14 GWh entro fine anno. Le esportazioni di batterie per lo stoccaggio energetico sono previste in crescita del 30%, a 150 GWh nel 2026. reuters.com
3. A Bonn i gruppi sanitari chiedono di triplicare i fondi per l’adattamento a 120 miliardi entro il 2035
I gruppi sanitari hanno esortato i governi ai colloqui di Bonn a triplicare i finanziamenti pubblici per l’adattamento climatico, portandoli almeno a 120 miliardi di dollari entro il 2035, avvertendo che fondi inadeguati potrebbero indebolire i sistemi sanitari e aumentare i rischi di epidemie, malnutrizione e malattie trasmesse dall’acqua. La Global Climate and Health Alliance ha anche chiesto ai paesi sviluppati di presentare concreti piani nazionali di transizione fuori dai combustibili fossili. downtoearth.org
10 giugno
1. Il primo data center sottomarino al mondo, alimentato dall’eolico, è operativo in Cina
Il primo data center sottomarino al mondo alimentato da energia eolica è entrato in funzione al largo di Shanghai. Il progetto Lingang, realizzato da HiCloud Technology e China Communications Construction, è immerso a 10 metri di profondità, a 10 km dalla costa, e ha una capacità di 24 megawatt. Alimentato da un parco eolico offshore vicino, riduce i consumi energetici di oltre un quinto rispetto ai data center terrestri, sfruttando il raffreddamento naturale dell’acqua marina. The Guardian
2. Nuovo sistema di allerta precoce per il rischio caldo sulla fauna selvatica
Un nuovo sistema globale di allerta precoce, pubblicato su Nature Climate Change, è in grado di prevedere fino a nove mesi in anticipo quando e dove le specie vertebrate saranno esposte a caldo estremo. Il team ha analizzato oltre 30.000 specie tra mammiferi, uccelli, rettili e anfibi, identificando periodi di esposizione critica. Il sistema potrebbe consentire interventi di conservazione preventivi, inclusa la creazione di rifugi termici per le specie più a rischio. insideclimatenews.org
3. Energia solare ed eolica “sprecata” in Cina
Un rapporto del think tank CREA per Carbon Brief rivela che la Cina sta “sprecando” enormi quantità di energia rinnovabile a causa della gestione rigida delle centrali a carbone, che continuano a fungere da fonte di base. Nonostante la crisi dello Stretto di Hormuz abbia spinto Pechino verso la sicurezza energetica pulita, il sistema elettrico non riesce a tenere il passo: l’energia curtailed (una diminuzione involontaria della potenza erogata dai generatori elettrici) equivale ai consumi annuali della Francia, lasciando la Cina così più esposta alla volatilità dei combustibili fossili. scmp.com
9 giugno
1. Il giudice annulla la norma Trump che penalizzava eolico e solare
Un giudice federale ha annullato la norma IRS dell’amministrazione Trump che rendeva più difficile per i progetti eolici e solari accedere ai crediti fiscali federali del 30%. Il giudice ha stabilito che l’IRS non aveva fornito motivazioni adeguate per eliminare la definizione storica di “inizio lavori”, criterio essenziale per la qualificazione ai sussidi. La decisione rappresenta l’ennesimo colpo giudiziario agli sforzi di Trump contro le energie rinnovabili. investing.com
2. Shell sapeva degli sversamenti nei mangrovieti nigeriani, ma continuò le operazioni
Documenti interni di Shell, divulgati nell’ambito di un processo, rivelano che la compagnia ha continuato a utilizzare un gasdotto compromesso nel Niger Delta nonostante fosse consapevole del rischio per l’ecosistema costiero circostante. Le email mostrano che la direzione era a conoscenza delle pessime condizioni della Nembe Creek Trunk Line (97 km), oleodotto che ha generato devastanti fuoriuscite di petrolio tra il 2011 e il 2013 che hanno ucciso migliaia di ettari di mangrovie e vita acquatica. mongabay.com
3. Bonn 2026: commercio e clima insieme per la prima volta nell’agenda UNFCCC
Per la prima volta nella storia dei negoziati UNFCCC, le misure commerciali legate al clima, incluse le tasse sui carbon border adjustment e le politiche industriali, entrano formalmente nell’agenda di Bonn. Anche la roadmap brasiliana per la transizione dai fossili (lanciata a COP30) sarà discussa ufficialmente per la prima volta, con i risultati chiave attesi durante le sessioni SB64. Gli esperti definiscono questo Bonn il passaggio dall'”era delle promesse” all'”era dell’implementazione”. iisd.org
8 giugno
1. I file segreti di BHP: il gigante minerario ha ritardato l’azione climatica
Un’esclusiva del Guardian e dell’ABC australiana basata su documenti interni trapelati rivela che BHP, il più grande gruppo minerario al mondo, ha segretamente bloccato o ritardato progetti per ridurre enormi quantità di emissioni, e ha studiato opzioni per posticipare i principali investimenti climatici nelle sue operazioni di minerale di ferro del Western Australia fino ai prossimi due decenni. I documenti, ribattezzati “BHP Files”, mostrano che l’azienda era consapevole che i ritardi avrebbero posto un “rischio reputazionale”. The Guardian
2. L’IA divoratrice di energia: il rapporto ONU sui data center
Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite stima che i data center globali abbiano consumato circa 448 terawattora di elettricità nel 2025, rendendoli l’undicesimo maggior consumatore mondiale se fossero un paese. In termini di acqua, i data center hanno consumato abbastanza da riempire 1,8 milioni di piscine olimpiche, sufficiente a coprire le esigenze idriche annuali di base di oltre 600 milioni di persone nell’Africa subsahariana. earth.org
3. Al via oggi a Bonn i negoziati intermedi verso la COP 31
La Conferenza sul Clima di Bonn si riunisce dall’8 al 18 giugno 2026. L’Organismo sussidiario per la consulenza scientifica e tecnologica (SBSTA) e l’Organismo sussidiario per l’attuazione (SBI) dell’UNFCCC prepareranno le decisioni da adottare alla prossima sessione dei governi ad Antalya, Turchia, a novembre 2026, per la COP 31. I negoziati testano se il crescente slancio politico verso l’abbandono dei combustibili fossili possa tradursi in progressi concreti: la presidenza brasiliana sta sviluppando una tabella di marcia globale per la transizione, mentre il “processo di Santa Marta” ha già coinvolto 57 paesi. enb.iisd.org
7 giugno
1. Asia sotto pressione: El Niño “stress test” per sistemi energetici e idrici
Dalla Cina al Sud-est asiatico, governi e scienziati si preparano a un’ondata di eventi estremi. Il ritorno di El Niño, combinato con la crisi climatica, potrebbe provocare siccità, incendi e blackout, colpendo agricoltura e infrastrutture. In India si temono monsoni deboli e impatti su cibo ed energia. The Guardian
2. Corea del Sud: crisi degli impollinatori legata al clima
Apicoltori segnalano alterazioni nei cicli di fioritura e riduzione della produzione di miele. Il cambiamento climatico si traduce in effetti diretti sulla biodiversità e sulle filiere agricole, con rischi per la sicurezza alimentare. Reuters
3. Politiche climatiche globali ancora insufficienti, avverte l’Ue
Il commissario europeo per il clima sottolinea come i vertici internazionali non siano all’altezza della crisi. I progressi restano “insufficienti” rispetto agli obiettivi scientifici, aprendo il dibattito su nuove coalizioni di Paesi più ambiziosi. Reuters
6 giugno
1. Il clima minaccia oltre il 40% dei Siti Patrimonio Mondiale
Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale dell’Ambiente (tema 2026: “Inspired by Nature. For Climate. For Our Future.”), la Direttrice Generale dell’IUCN ha avvertito che le minacce climatiche colpiscono ormai oltre il 40% dei Siti Patrimonio Naturale Mondiale, e che il cambiamento climatico ha superato tutte le altre minacce per questi luoghi straordinari. Tra le notizie allarmanti citate: il pinguino imperatore e il leone marino antartico sono ora classificati come specie in pericolo a causa del riscaldamento. iucn.org
2. Indonesia prende il controllo delle esportazioni di carbone e olio di palma
Il presidente indonesiano Prabowo Subianto ha annunciato a sorpresa che lo stato assumerà la supervisione delle spedizioni di materie prime chiave, tra cui carbone e olio di palma, una mossa “epocale” per il paese che è il più grande esportatore mondiale di entrambi i prodotti. Dal 4 giugno gli esportatori devono notificare le vendite a un’impresa statale. La misura ha generato incertezza nei mercati internazionali, con alcuni operatori che trattengono le spedizioni, in attesa di chiarimenti sulle nuove regole. bloomberg.com
3. L’aumento dei costi e il danno alla reputazione limitano le prospettive per i nuovi impianti GNL
I dirigenti del settore del gas hanno iniziato a esprimere preoccupazione per il fatto che la crisi di Hormuz stia allontanando le economie asiatiche dal GNL. Anche i costi per i nuovi progetti di GNL sono in aumento. Tra i fattori che contribuiscono all’aumento dei costi figurano “l’esaurimento delle opportunità a basso costo, la crescente complessità dei progetti, l’aumento dei costi di ingegneria e costruzione e l’espansione in ambienti più difficili, tra cui regioni remote, offshore e ad alto rischio”. gasoutlook.com
5 giugno
1. Trump mette a rischio la ricerca climatica: via ai controlli politici sui finanziamenti scientifici
L’amministrazione Trump ha proposto modifiche radicali ai finanziamenti federali per la scienza, dando alle agenzie più potere per allineare i fondi alle priorità della Casa Bianca. Gli esperti di clima avvertono che si tratterebbe di un freno pesantissimo alla ricerca. Michael Gerrard, esperto di diritto climatico alla Columbia Law School, ha definito la proposta “un attacco frontale all’impresa scientifica e un ritiro aggressivo dalla leadership scientifica americana”. Bloomberg.com
2. Zimbabwe: tagli agli aiuti e cambiamento climatico alimentano un’impennata di malaria
Un’impennata di casi di malaria in Zimbabwe sta mettendo a nudo sistemi sanitari fragili e crescenti carenze di farmaci nelle aree rurali. I casi di malaria sono balzati a 65.399 tra gennaio e aprile 2026, rispetto ai 36.000 dello stesso periodo del 2025 e ai 17.000 del 2024, secondo il ministero della Salute dello Zimbabwe. Il cambiamento climatico estende la stagione dei vettori mentre i tagli agli aiuti internazionali privano le comunità delle risorse di risposta. aljazeera.com
3. Sopravvissuti alle alluvioni di Sumatra citano in giudizio il governo indonesiano
Un gruppo di cittadini indonesiani colpiti dalle alluvioni e frane di fine 2025 a Sumatra ha presentato una denuncia a un tribunale di Giacarta per chiamare il governo a rispondere di quello che descrivono come un “disastro ecologico”. Le catastrofi hanno causato oltre 1.200 morti e danneggiato più di 600.000 edifici. Il caso punta a stabilire una responsabilità statale per la gestione ambientale che ha aggravato l’impatto degli eventi estremi. mongabay.com
4 giugno
1. Trump smantella la rete oceanica da 386 milioni di dollari
La decisione dell’amministrazione Trump di smantellare la maggior parte di una rete federale di monitoraggio oceanico da 386 milioni di dollari lascerà gli scienziati senza una fonte di dati fondamentali per comprendere come il cambiamento climatico stia influenzando correnti oceaniche critiche, ecosistemi marini e l’innalzamento delle acque costiere. Craig McLean, ex capo scienziato della NOAA, ha dichiarato che “nessun altro sistema ha quella completezza” e che le reti alternative rappresentano solo “pezzi sparsi” di quello che viene collettivamente misurato. Bloomberg
2. L’AMOC si indebolisce: l’incertezza non è una ragione per aspettare
Quando uno scienziato dice “Non lo sappiamo ancora”, può sembrare una scrollata di spalle. In realtà spesso significa il contrario: siamo abbastanza preoccupati da essere cauti. Il pubblico può legittimamente chiedersi perché certi rischi climatici, in particolare i tipping points, non arrivino accompagnati da allarmi e azione immediata. George Monbiot ha di recente espresso una frustrazione condivisa da molti riguardo all’indebolimento delle correnti atlantiche (AMOC) e all’apparente difficoltà della scienza di comunicare l’urgenza con sufficiente chiarezza. Mongabay
3. Trivellazioni petrolifere nell’Amazzonia: mancano piani di salvataggio per i lamantini
Un piano di perforazione di Petrobras alla foce del Rio delle Amazzoni esclude i lamantini ibridi più grandi di 50 chili dal piano di emergenza, giudicando il loro salvataggio “non fattibile”. La popolazione di questa specie rara e unica è a rischio a causa dei piani di estrazione offshore. Già nel gennaio 2026, solo tre mesi dopo il via libera di IBAMA – l’agenzia ambientale brasiliana -, si era verificata una perdita di 18.000 litri di fluido tossico durante una perforazione, costringendo a sospendere i lavori per oltre due mesi. Mongabay
3 giugno
1. El Niño in arrivo: l’ONU lancia l’allerta per meteo estremo
L’agenzia climatica delle Nazioni Unite ha messo in guardia contro un rischio crescente di eventi meteorologici estremi nelle prossime settimane a causa dell’emergente fenomeno El Niño. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha annunciato un 80% di probabilità che un evento El Niño si verifichi tra giugno e agosto, con circa il 90% di probabilità che si formi entro novembre. Il Segretario Generale ONU António Guterres ha definito la tendenza un monito per accelerare l’abbandono dei combustibili fossili. Al Jazeera
2. L’UE valuta crediti di carbonio internazionali nella revisione dell’ETS
La Commissione europea sta valutando l’inclusione di crediti di carbonio provenienti da giurisdizioni straniere nella revisione di luglio del sistema di scambio di quote di emissioni (ETS). Il Commissario al Clima Wopke Hoekstra, intervenendo al Politico Energy & Climate Forum di Bruxelles, ha confermato che il suo ufficio è in linea con i tempi per pubblicare la revisione del meccanismo entro un mese. L’apertura ai crediti internazionali si applicherebbe soprattutto a paesi dei mercati emergenti. Politico
3. Deforestazione e riscaldamento potrebbero portare l’Amazzonia a un tipping point entro il 2040
Secondo uno studio pubblicato su Nature, la deforestazione e il riscaldamento globale potrebbero spingere l’Amazzonia verso un punto di non ritorno già negli anni 2040, con conseguenze gravissime: perdita di biodiversità unica, alterazione dei cicli idrici regionali e rilascio di miliardi di tonnellate di CO₂. Lo studioso Carlos Nobre ha definito la situazione “un rischio enorme per l’Amazzonia”. In assenza di ulteriore deforestazione, tuttavia, la transizione su larga scala non diventerebbe probabile prima di un riscaldamento compreso tra 3,7°C e 4°C. Mongabay
1 giugno
1. Solare salva l’Europa: 3 miliardi in un mese grazie alla riduzione delle importazioni di gas
Il solare ha fatto risparmiare all’Europa 3 miliardi di euro nel mese di marzo riducendo la domanda di gas importato, secondo un’analisi di SolarPower Europe. Il rapporto stima che se i prezzi del gas rimarranno elevati, i risparmi europei potrebbero raggiungere i 67,5 miliardi di euro entro la fine del 2026. Il Commissario ONU per il clima Simon Stiell ha dichiarato che l’ondata di calore europea è “un doppio rischio, in un momento in cui l’ultima guerra in Medio Oriente mostra i costi crescenti della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili”. Euronews
2. Global Energy Outlook 2026: il mondo ha perso l’obiettivo di 1,5°C
Eolico e solare dovrebbero guidare la generazione elettrica mondiale, rappresentando tra il 40% e il 72% dell’elettricità globale entro il 2050. Quando si include l’idroelettrico, la biomassa e il geotermico, le rinnovabili salgono dal 30% del 2024 al 52-70% negli scenari di riferimento entro il 2050, superando l’80% negli scenari climatici ambiziosi. Nessuno scenario prevede tuttavia un raggiungimento dell’obiettivo di 1,5°C. rff.org
3. Secondo gli esperti, le idee di Blair sui combustibili fossili sono “bizzarre” di fronte alle crisi energetiche e climatiche
In un saggio pubblicato mercoledì, Blair ha sostenuto che il Regno Unito dovrebbe sfruttare le sue riserve rimanenti di petrolio e gas e abbandonare l’obiettivo, fissato da tempo, di raggiungere emissioni nette zero di gas serra entro il 2050. Gli esperti del settore energetico affermano invece che abbandonare l’obiettivo di zero emissioni nette e aumentare le trivellazioni di petrolio e gas causerebbe maggiore instabilità per i britannici. “Si tratta di un intervento bizzarro, da attuare durante la peggiore ondata di calore mai registrata a maggio e in un momento in cui la crisi iraniana fornisce ulteriori prove degli enormi costi del petrolio e del gas”, ha affermato Ed Matthew, direttore del programma per il Regno Unito presso il think tank E3G. “L’energia pulita è più economica: protegge le nostre bollette dall’impennata dei prezzi, i suoi costi di gestione sono praticamente nulli e non causa cambiamenti climatici che minacciano il collasso economico… Il governo dovrebbe ignorare le assurdità ideologiche di Blair e concentrarsi su ciò che funziona”. The Guardian
31 maggio
1. Italia in allerta rossa: Francia e Portogallo battono il record del giorno più caldo di maggio
Un’ondata di calore in Europa ha portato a temperature record di maggio in Portogallo, Francia, Gran Bretagna e Spagna, con il Portogallo che ha raggiunto i 40,3°C. L’Italia ha emesso allerte rosse per diverse città, avvertendo dei rischi per la salute anche per le persone sane. L’ondata di calore ha causato un aumento dei ricoveri ospedalieri, morti legate all’annegamento, chiusure di scuole e impatti su eventi sportivi. phys.org
2. “Inaccettabile”: Bruxelles rimprovera la Turchia per aver escluso Cipro dalle riunioni sul clima
La Commissione europea ha “criticato aspramente” la Turchia per aver “escluso Cipro dagli incontri preparatori” in vista del vertice sul clima COP31, che il governo turco ospiterà alla fine dell’anno, come riporta Politico. Il quotidiano spiega che la Turchia sta rifiutando o ignorando le richieste di incontri bilaterali da parte di Cipro, nonostante l’isola rappresenti attualmente tutti i governi dell’UE in qualità di presidente di turno del Consiglio. L’articolo sottolinea che “la Turchia non intrattiene relazioni diplomatiche con la Repubblica di Cipro” ed “è l’unico governo al mondo a riconoscere l’indipendenza della parte nord-cipriota turco-secessionista”. Politico
3. Corsa al petrolio: la Giamaica sarà il prossimo Paese a trivellare?
L’isola caraibica è più vicina che mai alla possibilità di estrarre petrolio. Le analisi effettuate all’inizio di quest’anno su campioni prelevati dal fondale marino al largo della costa meridionale dell’isola hanno rilevato la presenza di idrocarburi , il che suggerisce la presenza di petrolio greggio nel sottosuolo. La Giamaica importa tutto il carburante di cui ha bisogno, con un costo annuo di circa 1,5-2 miliardi di dollari (1,1-1,5 miliardi di sterline), a seconda dei prezzi globali del petrolio. The Guardian
30 maggio
1. L’IEA: gli investimenti petroliferi scendono sotto i 500 miliardi per il terzo anno consecutivo
Nonostante i prezzi del petrolio più elevati, la spesa per i progetti petroliferi è destinata a scendere sotto i 500 miliardi di dollari nel 2026, secondo il rapporto annuale sugli investimenti energetici mondiali dell’Agenzia Internazionale dell’Energia pubblicato giovedì. Il direttore esecutivo dell’IEA Fatih Birol ha dichiarato: “Siamo nel mezzo della più grande crisi di sicurezza energetica che il mondo abbia mai affrontato”, spingendo i paesi a diversificare rotte commerciali e fonti energetiche. Bloomberg
2. Le carenze globali di forniture si approfondiscono, minacciando occupazione e crescita
L’articolo del NYT cita Krishna Srinivasan, direttore del Fondo Monetario Internazionale: “Non è solo uno shock dei prezzi, è una carenza esplicita. In un contesto di carenze, l’industria riduce la scala, le persone perdono il lavoro, e questo ha un impatto secondario sulla crescita.” La crisi dello Stretto di Hormuz sta rivelando quanto i mercati energetici, dei fertilizzanti e alimentari siano diventati strettamente interconnessi, con ripercussioni globali sul clima e sullo sviluppo sostenibile. NYtimes
3. La prossima crisi alimentare è già in moto: la crisi dello Stretto di Hormuz altera i mercati dei fertilizzanti
Il mondo sta entrando in un’era di shock, in cui le crisi non sono più eventi isolati ma interruzioni interconnesse con conseguenze globali. Il COVID-19 ha esposto le vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento globali. La guerra in Ucraina ha sconvolto i mercati alimentari ed energetici. Ora, la crisi dello Stretto di Hormuz sta rivelando quanto i mercati energetici, dei fertilizzanti e alimentari siano diventati strettamente interconnessi. weforum
29 maggio
1. La crisi climatica accelera la resistenza agli antibiotici nel mondo
Uno studio sulla salmonella rivela che il riscaldamento globale sta accelerando la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici a livello mondiale. L’aumento delle temperature favorisce la sopravvivenza e la mutazione dei patogeni, amplificando una minaccia sanitaria già critica. I ricercatori mettono in guardia su una “doppia crisi” in cui cambiamento climatico e resistenza antimicrobica si alimentano a vicenda in modo sinergico. The Guardian
2. Gli americani sono sempre più pessimisti sull’evitare i peggiori effetti del clima
Circa sei americani su dieci affermano che i Paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, non faranno abbastanza per evitare i peggiori effetti del cambiamento climatico. Tra i Democratici questa quota è salita dal 51% nel 2022 al 69% nel 2026, un aumento trainato dalla radicale ristrutturazione della politica climatica federale da parte dell’amministrazione Trump. Pew Research
3. Coalizione nordica chiede all’UE di mantenere il divieto di trivellazioni in Artico
Una coalizione nordica di istituzioni finanziarie, sindacati e scienziati del clima ha lanciato un severo avvertimento alla Commissione Europea, chiedendo ai leader dell’UE di mantenere il divieto esistente sulle nuove trivellazioni di petrolio e gas in Artico mentre il blocco rivede la propria politica nella regione. La coalizione ha sostenuto che l’evoluzione della situazione geopolitica attorno al Mare di Barents ha aumentato i rischi di sicurezza, affermando che infrastrutture petrolifere e di gas vicino al territorio russo potrebbero diventare vulnerabili a sabotaggi o attacchi ibridi. Euronews
28 maggio
1. “Assolutamente folle”: l’ondata di caldo in Europa sta battendo ogni record
In tutta Europa si stanno registrando record di temperatura, mentre alcune zone del continente sono soffocate da un’ondata di calore che sta portando temperature estreme con un anticipo allarmante per la stagione. Il continente sta affrontando una potente cupola di calore , un sistema di alta pressione persistente che agisce come un coperchio su una pentola, intrappolando l’aria calda e spingendola verso il basso. Può rimanere in posizione per giorni o addirittura settimane ed è un fenomeno meteorologico reso più probabile e più intenso dai cambiamenti climatici causati dall’uomo. La Francia ha vissuto il lunedì più caldo di maggio della sua storia, con temperature in alcune regioni tra i 33 e i 36°C. CNN
2. L’espansione infrastrutturale del Nepal minaccia gli habitat della fauna selvatica
Uno studio del WWF Nepal ha identificato 515 “aree di importanza per la biodiversità” nel Paese, molte delle quali si sovrappongono con strade, ferrovie e linee elettriche esistenti o pianificate. Il boom infrastrutturale rischia di frammentare habitat e corridoi di movimento per specie minacciate, soprattutto nelle zone umide e nelle foreste collinari al di fuori delle aree protette. Mongabay
3. Aumentano le bollette (anche) nel Regno Unito
A luglio i prezzi dell’energia per le famiglie aumenteranno del 13% su base annua, a causa dell’impennata dei costi all’ingrosso provocata dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che si ripercuoterà per la prima volta sulle bollette. L’autorità di regolamentazione Ofgem afferma che la guerra dei prezzi comporterà per una famiglia con un consumo medio di gas ed elettricità un aumento di 221 sterline all’anno, con una bolletta annuale di 1.862 sterline. Il tetto massimo colpisce milioni di abitazioni con tariffe variabili in Inghilterra, Scozia e Galles, e i fornitori avvertono che potrebbe aumentare ulteriormente nei mesi invernali più freddi se il conflitto non si risolve. BBC
27 maggio
1. Il cambiamento climatico minaccia le specie vegetali globali riducendone gli habitat
Uno studio pubblicato su Science ha analizzato oltre 67.000 specie di piante vascolari, pari al 18% delle piante conosciute nel mondo. I ricercatori hanno scoperto che tra il 7% e il 16% di queste specie potrebbe perdere oltre il 90% del proprio areale, esponendole al rischio di estinzione entro la fine del secolo. Alcune delle piante più iconiche al mondo, come gli eucalipti australiani, potrebbero scomparire da buona parte dei loro habitat attuali a causa del riscaldamento globale. Reuters
2. Francia: temperature record di maggio in oltre 350 città, mentre il caldo estremo colpisce l’Europa
Più di 350 comuni francesi hanno registrato le loro temperature più elevate di sempre per il mese di maggio, mentre Francia e Regno Unito hanno stabilito record nazionali in occasione di un evento di caldo estremo precoce che potrebbe far salire il termometro fino a 40°C in parti della Spagna entro la fine della settimana. La cupola di calore è alimentata da un potente anticiclone subtropicale proveniente dall’Africa e si inserisce nel contesto di un’Europa che si riscalda più velocemente di qualsiasi altro continente. The Guardian
3. Gli scienziati avvertono: un nuovo El Niño potrebbe portare a estremi climatici senza precedenti nel 2026
La comparsa di un forte fenomeno El Niño in un mondo che si sta riscaldando a causa del cambiamento climatico potrebbe innescare estremi meteorologici “senza precedenti”, avvertono gli scienziati. Alcuni previsori ipotizzano che l’evento in corso possa diventare particolarmente intenso, spingendo il 2026 a diventare l’anno più caldo o il secondo più caldo mai registrato. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale aggiornerà le previsioni sull’El Niño entro fine maggio, fornendo indicazioni più precise per la protezione di persone e natura. Climate Change News
26 maggio
1. Le esportazioni cinesi di pannelli solari battono ogni record
La Cina ha esportato un volume record di componenti solari nel marzo 2026, con una capacità installabile di 68 gigawatt, pari a un aumento del 49% rispetto al precedente primato fissato nell’agosto 2025. La domanda crescente dall’Africa e dall’Asia, trainata in parte dall’aumento dei prezzi dei combustibili fossili legato alla crisi in Iran, ha spinto questa impennata storica, segnalando un’accelerazione significativa della transizione energetica globale. Mongabay
2. L’adattamento climatico si avvia a diventare un mercato da 1.300 miliardi di dollari
Investire nella resilienza climatica è destinato a diventare un mercato da 1.300 miliardi di dollari che abbraccia ogni settore dell’economia. Città come Tokyo e Nairobi stanno già adottando misure per proteggersi dalle inondazioni. La newsletter settimanale di Bloomberg analizza le strategie in corso e il crescente divario tra le ambizioni degli accordi internazionali e la disponibilità di finanziamenti privati per l’adattamento. Bloomberg
3. Papa Leone mette in guardia sui pericoli dell’intelligenza artificiale
Papa Leone XIV ha pubblicato il primo importante testo teologico del suo pontificato , mettendo in guardia contro il crescente potere dell’intelligenza artificiale e chiedendo una regolamentazione più rigorosa di questa tecnologia. Pubblicata lunedì, l’enciclica “ Magnifica Humanitas ” di 42.300 parole rappresenta la dichiarazione più incisiva finora rilasciata da Papa Leone X sulle promesse e i pericoli dell’intelligenza artificiale, un tema di cui ha parlato ripetutamente nell’anno trascorso dalla sua elezione. Concepito come un appello alla difesa dell’umanità in un mondo in rapida automazione, il testo esorta governi, aziende e singoli individui a rallentare il ritmo dello sviluppo tecnologico e a garantire che l’IA rimanga soggetta a un controllo etico e politico. Il Papa ha presentato l’enciclica in Vaticano insieme a Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, in un gesto simbolico di dialogo tra la leadership della Chiesa e l’industria dell’IA. Time
25 maggio
1. Ebola in Congo: 904 casi sospetti, 119 morti, il virus si avvicina all’Uganda
Gli operatori sanitari nella Repubblica Democratica del Congo stanno lottando per contenere un focolaio di virus Ebola che si sospetta abbia ucciso più di 100 persone e rischia di diffondersi attraverso i confini internazionali. Secondo i dati del governo congolese rilasciati domenica, sono stati registrati 904 casi sospetti di Ebola e 119 morti sospette. L’Uganda ha registrato cinque casi confermati. Il contagio avviene nella variante rara Bundibugyo, per cui non esiste un vaccino disponibile. La deforestazione e l’espansione dei contatti uomo-fauna selvatica nel bacino del Congo sono strettamente legate all’emersione di nuove epidemie zoonotiche. NRP.org
2. L’agenzia scientifica nazionale australiana, CSIRO, si sta preparando a licenziare un terzo del team
Secondo alcune fonti, l’agenzia scientifica CSIRO starebbe pianificando di licenziare un terzo del team che lavora al modello climatico nazionale.. Secondo alcuni scienziati di alto livello, ciò comporterebbe la perdita, da parte dell’Australia, di un modello climatico di livello internazionale da utilizzare per fornire proiezioni ai principali rapporti di valutazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), il principale organismo scientifico mondiale in materia di clima. The Guardian
3. Nel mezzo della crisi dei fertilizzanti, l’Africa ha un’alternativa: l’agroecologia
La crisi dei fertilizzanti innescata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz sta colpendo duramente l’Africa. Ma il continente ha un’alternativa a costo zero: l’agroecologia. Metodi tradizionali di coltivazione che usano compost, rotazione colturale, piante azotofissatrici e policoltura possono ridurre drasticamente la dipendenza dai fertilizzanti chimici. Per molti piccoli agricoltori africani, la crisi attuale potrebbe diventare il catalizzatore di una transizione verso sistemi alimentari più resilienti e sostenibili. Al Jazeera
23 maggio
1. Le esportazioni cinesi di energia dimostrano resilienti anche dopo l’eliminazione degli sgravi fiscali
Gli ultimi dati doganali mostrano che le esportazioni cinesi di celle solari sono cresciute del 60% in volume ad aprile rispetto all’anno precedente, “smentendo le aspettative che la rimozione degli sgravi fiscali avrebbe frenato la domanda estera”, riporta Bloomberg. Nei primi quattro mesi dell’anno le esportazioni di veicoli elettrici, batterie e turbine eoliche sono aumentate rispettivamente del 68%, 43% e 41%, segnando quella che viene definita la “continua crescita della competitività internazionale delle industrie manifatturiere cinesi verdi e di alta gamma”. Bloomberg
2. Le malattie infettive come l’hantavirus e l’Ebola stanno diventando più frequenti
Il mondo sta diventando meno resiliente alle epidemie di malattie infettive, hanno avvertito gli esperti, mentre le autorità sanitarie della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda si affannano per contenere un’epidemia di Ebola. Il Global Preparedness Monitoring Board (GPMB) ha affermato in un rapporto pubblicato lunedì che “man mano che le epidemie di malattie infettive diventano più frequenti, diventano anche più dannose”, avvertendo che il rischio di pandemia sta superando gli investimenti nella preparazione e che “il mondo non è ancora significativamente più sicuro”. Secondo il rapporto, la crisi climatica e i conflitti armati stanno rendendo più probabili le epidemie, mentre l’azione collettiva è indebolita dalla frammentazione geopolitica e dagli interessi commerciali. The Guardian
3. Il direttore dell’AIE Birol: le scorte commerciali di petrolio si stanno esaurendo rapidamente
Reuters riporta le dichiarazioni di Fatih Birol, direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, il quale ha avvertito che le scorte commerciali di petrolio dureranno solo poche settimane, a causa della guerra con l’Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz. L’agenzia di stampa aggiunge che Birol ha dichiarato ai giornalisti che il rilascio delle riserve strategiche di petrolio ha immesso sul mercato 2,5 milioni di barili di petrolio al giorno, ma ha avvertito che queste riserve “non sono illimitate”. Reuters
22 maggio
1. Indagine: i bicchieri di plastica fredda di Starbucks non vengono riciclati
Una nuova indagine del gruppo Beyond Plastics mostra che gli sforzi di riciclo negli USA continuano a essere largamente insufficienti. I bicchieri di plastica fredda di Starbucks, tra i contenitori monouso più venduti al mondo, non arrivano al riciclo, secondo la ricerca. Starbucks ha contestato la metodologia dello studio. Il dato si inserisce nel quadro di un sistema americano del riciclo della plastica che funziona solo per il 5-9% dei materiali prodotti. Washington Post
2. Giornaya della Biodiversità: un milione di specie a rischio, il settore privato può mobilitare 200 miliardi l’anno
Con un milione di specie animali e vegetali minacciate di estinzione, la Giornata Internazionale della Biodiversità diventa ogni anno più vitale. L’obiettivo è mobilitare 200 miliardi di dollari l’anno entro il 2030. Il WEF in collaborazione con Oliver Wyman, ha evidenziato 50 opportunità per le imprese di investire nella nuova economia della natura. Proteggere la biodiversità non è solo conservazione: tre quarti delle colture alimentari dipendono da impollinatori come le api. World Economic Forum
3. Il 24% delle specie monitorate rischia l’estinzione
Un rapporto UNEP aggiornato avverte che il 49% delle popolazioni di specie migratorie coperte dal trattato ONU sono in declino, il 5% in più rispetto a soli due anni fa, e il 24% delle specie è a rischio estinzione, con un aumento del 2%. La degradazione degli ecosistemi sta già colpendo il benessere del 40% della popolazione globale. La CBD COP-17, la prossima conferenza sulla biodiversità, si terrà in Armenia a ottobre 2026 per valutare i progressi verso il Quadro Kunming-Montreal. UNEP
21 maggio
1. Il solare diventerà la prima fonte di elettricità globale entro il 2032
Il New Energy Outlook 2026 di BloombergNEF, pubblicato ieri 19 maggio, rivela che gli shock energetici successivi degli ultimi anni – Covid-19, guerra in Ucraina e guerra in Iran – potrebbero rivelarsi un catalizzatore per la transizione energetica. Il solare diventerà la principale fonte di elettricità mondiale entro il 2032 grazie alla sovraccapacità, ai progressi tecnologici e al crollo dei prezzi. Lo stoccaggio a batterie si incremenetrà di 17 volte: da 223 GW nel 2025 a 3,8 TW entro il 2035. Bloomberg
2. Storico: 141 paesi all’ONU votano una risoluzione a sostegno della sentenza della corte internazionale sul clima
L’Assemblea Generale dell’ONU ha votato oggi a favore di una risoluzione storica che sostiene la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), secondo cui gli stati hanno la responsabilità legale di agire per prevenire il peggioramento della crisi climatica. 141 stati hanno votato a favore, otto contro – USA, Russia, Bielorussia, Iran, Israele, Liberia, Arabia Saudita e Yemen – e 28 si sono astenuti. Il caso era stato promosso da Vanuatu e rappresenta il più grande caso ambientale mai considerato dalla ICJ. Al Jazeera
3. Il ministro degli Esteri UK Cooper: “Il mondo dorme mentre si va verso una crisi alimentare globale”
Il Ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper ha avvertito che il mondo è sull’orlo di una “crisi alimentare globale” per la continua chiusura dello Stretto di Hormuz. “Non possiamo rischiare che decine di milioni di persone muoiano di fame perché un paese ha dirottato una rotta marittima internazionale”, ha dichiarato. Il traffico giornaliero nello Stretto è crollato da 90 navi al giorno a sole 5 negli ultimi tre mesi, con fertilizzanti, olio combustibile e 800 navi bloccate. Il World Food Programme stima che 45 milioni di persone sono a rischio insicurezza alimentare acuta. Time
20 maggio
1. L’IPCC ritira lo scenario peggiore RCP8.5
Un articolo scientifico che ha eliminato lo scenario peggiore del cambiamento climatico, noto come RCP8.5, ha attirato l’attenzione mondiale, compresa quella della Casa Bianca. Trump ha esultato sui social: “Le Nazioni Unite hanno appena ammesso che le loro proiezioni erano sbagliate!”. In realtà, gli scienziati hanno comunicato che lo scenario è stato ritirato perché obsoleto “sulla base delle tendenze nei costi delle rinnovabili”, e non perché il cambiamento climatico fosse esagerato, e avvertono che i negazionisti lo stanno sfruttando per minimizzare rischi ancora reali e crescenti. In sostanza, secondo la comunità scientifica, la diffusione futura delle rinnovabili rende improbabile il catastrofico riscaldamento di 5°C. Anche senza RCP8.5, però, gli scenari descritti prevedono un riscaldamento di 2,5-3°C entro fine secolo, uno scenario ancora devastante. Occuparsi di crisi climatica rimane resta urgente. Bloomberg
2. L’EPA di Trump vuole abrogare i limiti sui “forever chemicals” nell’acqua potabile
La proposta, se finalizzata, abolirebbe le restrizioni per quattro composti PFAS tossici e darebbe alle utility altri due anni per conformarsi ai limiti su altri due. Circa 176 milioni di americani bevono acqua di rubinetto contaminata da PFAS, secondo i test EPA. Ambientalisti definiscono la mossa “un regalo agli inquinatori di plastica e industria” che mette a rischio la salute pubblica di centinaia di milioni di cittadini. Washington Post
3. La volatilità dei prezzi non riesce a frenare l’espansione del GNL in Bangladesh
Il nuovo governo del Bangladesh intende costruire nuove infrastrutture per incrementare le importazioni di GNL nonostante la volatilità dei prezzi dovuta alle tensioni in Medio Oriente e le continue interruzioni delle forniture. Tra queste, è prevista la costruzione di un terminale di importazione di GNL a terra, con una capacità di rigassificazione e spedizione di almeno 1.000 milioni di piedi cubi al giorno, insieme a un impianto di stoccaggio con una capacità compresa tra 500.000 e 750.000 metri cubi, sull’isola di Matarbari, nel Golfo del Bengala, nel distretto di Cox’s Bazar. Gas Outlook
19 maggio
1. L’accordo NextEra-Dominion, spinto dalla domanda AI, creerà la più grande utility degli USA
NextEra Energy pianifica di acquistare la società elettrica della Virginia, creando la più grande utility regolamentata del mondo, mentre gli USA corrono per tenere il passo con i bisogni energetici dell’intelligenza artificiale. La domanda di picco di elettricità nelle prossime estati e inverni è prevista aumentare di oltre il 20% a livello nazionale entro il 2035, in parte a causa dei data center. Washington Post
2. L’80% dei fiumi mondiali sta perdendo ossigeno: il clima è il principale responsabile
Una vasta analisi globale di oltre 21.000 sistemi fluviali ha rilevato che quasi l’80% ha perso continuamente ossigeno disciolto negli ultimi quattro decenni, minacciando pesci, biodiversità e la salute complessiva degli ecosistemi di acqua dolce. Sorprendentemente, i fiumi tropicali vengono colpiti più duramente, ancora più dei fiumi nelle regioni polari in rapido riscaldamento. Lo studio è pubblicato il 16 maggio 2026. Science Daily
3. Le bollette alte frenano la corsa europea all’AI
Nel mese di maggio, il prezzo medio dell’elettricità nel Regno Unito era di 111,65 dollari per MWh, contro 88,97 in Germania, 44,19 in Francia e 28 negli USA, secondo l’IEA. I costi per garantirsi capacità nei cinque grandi mercati europei di data center – Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino – sono destinati a salire del 12% nel 2026. Senza energia più economica, l’Europa rischia di restare indietro nella corsa all’AI. CNBC
18 maggio
1. Funzionari statunitensi segnalano la possibilità di acquisti di energia dalla Cina dopo l’incontro tra Trump e Xi
Secondo quanto riportato da Reuters, la Casa Bianca ha affermato che il presidente cinese Xi Jinping ha “espresso interesse” ad acquistare più petrolio statunitense per ridurre la dipendenza della Cina dallo Stretto di Hormuz. Il South China Morning Post , con sede a Hong Kong , riferisce che Trump e Xi hanno anche concordato sulla necessità di mantenere aperto lo Stretto per “sostenere il libero flusso di energia”. In un’intervista a Fox News, Trump ha confermato che Xi “apprezza l’idea di acquistare più petrolio statunitense” . Il quotidiano statale China Daily afferma che “l’espansione dei legami energetici tra Cina e Stati Uniti contribuirà a una più ampia cooperazione economica bilaterale”. L’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Xie Feng, invita la Cina e la California ad abbracciare la “crescita verde”. Reuters
2. Il Regno Unito dimezza la spesa del Fondo verde per il clima, aumentano le spese militari
il Regno Unito ha dimezzato il suo recente contributo al Fondo verde per il clima (GCF) delle Nazioni Unite, nell’ambito di una “spostamento di priorità” del governo dagli aiuti allo sviluppo alle spese militari. La testata giornalistica spiega che il precedente governo conservatore britannico si era impegnato a versare 1,6 miliardi di sterline (2,2 miliardi di dollari) per il periodo 2024-2027, ma ha ora comunicato al GCF che verserà solo 815 milioni di sterline (1,1 miliardi di dollari). Si teme che altri Paesi possano seguire l’esempio. Climate Home News
3. Cuba è a corto di gasolio e olio combustibile
Il governo cubano afferma di aver esaurito completamente le scorte di gasolio e olio combustibile, da cui il Paese dipende per la produzione di energia elettrica, a causa di quello che il Financial Times definisce “il blocco energetico quasi totale imposto dal presidente statunitense Donald Trump”. Il quotidiano osserva che Cuba produce internamente il 40% del suo fabbisogno petrolifero e che la Cina ha donato pannelli solari, che hanno “alleviato in parte la crisi energetica”. Il governo cubano attribuisce la situazione al blocco statunitense e alle minacce di dazi doganali contro i Paesi che forniscono carburante a Cuba. Il ministro dell’Energia cubano Vicente de la O Levy, ha affermato che non ci si può affidare nemmeno all’energia solare perché la rete è troppo debole per gestire la corrente elettrica fornita dagli impianti fotovoltaici. Financial Times
17 maggio
1. La guerra in Iran minaccia le balene: il traffico navale raddoppia al Capo di Buona Speranza
Le rotte commerciali deviate dallo Stretto di Hormuz stanno portando un numero record di navi lungo la costa sudafricana, quasi raddoppiando il traffico marittimo e aumentando il rischio di collisioni con le balene. Almeno 89 navi commerciali hanno circumnavigato il Sud Africa tra il 1° marzo e il 24 aprile 2026. Un nuovo studio presentato alla Commissione Baleniera Internazionale ha rilevato che spostare anche leggermente le rotte di traffico potrebbe ridurre il rischio di collisioni mortali del 20-50% per alcune specie. Al Jaazera
2. Il caldo da Mondiale: il 25% delle partite a rischio, la finale potrebbe essere cancellata
World Weather Attribution ha rilevato che circa un quarto delle 104 partite del torneo negli Stati Uniti, Messico e Canada si svolgeranno probabilmente in condizioni che superano i limiti di sicurezza raccomandati da FIFPRO, quasi il doppio del rischio rispetto al Mondiale 1994. Circa cinque partite potrebbero tenersi in condizioni considerate non sicure, per cui è consigliato il rinvio. La finale di MetLife Stadium ha una probabilità del 2,7% di raggiungere il livello “cancellazione”. Dawn
3. Nuova epidemia di Ebola nel Congo orientale: 65 morti, 246 casi sospetti in Ituri
Una nuova epidemia di Ebola è stata dichiarata nel Congo orientale dall’Africa Centres for Disease Control and Prevention il 15 maggio. Sessantacinque persone sono morte e circa 246 casi sospetti sono stati identificati finora, principalmente nelle zone sanitarie di Mongwalu e Rwampara nella provincia di Ituri. L’Africa CDC ha confermato quattro morti attraverso test di laboratorio. Le epidemie di Ebola sono sempre più legate alla deforestazione e all’intrusione umana negli ecosistemi forestali del bacino del Congo. Mongabay
16 maggio
1. Il Sud degli USA in bilico tra siccità e incendi
Gran parte del Sud-est americano è in mezzo a una siccità eccezionale, e questo sta alimentando decine di incendi in Florida e Georgia. Un incendio nella contea di Brantley, in Georgia, aveva danneggiato circa 90 case al 24 aprile 2026, con altri 800 edifici a rischio. La siccità che copre la regione risale a luglio 2025. Da metà marzo a metà aprile 2026, la regione ha ricevuto meno di un quarto delle sue normali precipitazioni per quel periodo dell’anno. Con l’innalzarsi delle temperature globali, la frequenza delle siccità nel Sud-est aumenterà. Washington Post
2. Emergenza sanitaria globale: appello all’Oms per dichiarare la crisi climatica
Un gruppo di esperti internazionali chiede all’Organizzazione mondiale della sanità di classificare la crisi climatica come emergenza sanitaria globale. L’obiettivo è attivare risposte coordinate simili a quelle delle pandemie. La commissione paneuropea indipendente sul clima e la salute evidenzia l’aumento di morti legate al caldo, malattie e insicurezza alimentare, denunciando anche i sussidi ai combustibili fossili. The Guardian
3. Canada: Carney raddoppia la produzione elettrica entro il 2050 con più gas
Il primo ministro canadese Mark Carney ha presentato una strategia per raddoppiare la produzione di elettricità del Canada entro il 2050, incluso un allentamento delle regole sull’energia pulita per dare più flessibilità alla generazione a gas naturale. Il piano è una risposta alla crisi energetica e alla domanda crescente, ma complica gli obiettivi climatici del paese nel breve termine. Carney ha anche annunciato che il Canada parteciperà a nuovi progetti di pipeline, segnando un cambio rispetto alla posizione precedente. Bloomberg
15 maggio
1. La crisi energetica diventa crisi valutaria: le monete dei paesi importatori di fossili in caduta libera
I paesi importatori netti di energia vedono le loro valute precipitare dall’inizio della guerra USA-Iran: il peso filippino, il won sudcoreano, il baht tailandese e la sterlina egiziana sono tra i più colpiti. Al contrario, le valute dei paesi esportatori di petrolio (real brasiliano, tenge kazako, naira nigeriana) sono salite. La crisi di Hormuz si è trasformata in un riallineamento strutturale dell’economia globale lungo la linea di faglia tra esportatori e importatori di fossili. Bloomberg
2. Datacenter e clima: cresce lo scontro politico negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti cresce il conflitto politico attorno alla costruzione di nuovi data center, accusati di aumentare il consumo energetico e le emissioni. Alcuni progetti approvati, anche di dimensioni enormi, stanno generando proteste locali. Il tema evidenzia la tensione tra innovazione digitale e sostenibilità, mentre cresce la richiesta di vincolare queste infrastrutture all’uso di energie rinnovabili. The Guardian
3. UE, Brasile e Cina lanciano una coalizione aperta per rafforzare i mercati del carbonio
Il 7 maggio, la Commissione europea, a nome dell’Unione europea, insieme a Brasile e Cina, ha lanciato ufficialmente la Coalizione aperta sui mercati del carbonio conformi. La Coalizione rafforzerà l’efficacia, la trasparenza e l’integrità dei mercati nazionali del carbonio a livello globale, supportando l’attuazione dell’Accordo di Parigi. Fornirà una piattaforma per la cooperazione sullo sviluppo e il rafforzamento dei mercati nazionali del carbonio e delle politiche di determinazione del prezzo del carbonio. Il suo lavoro si concentrerà su elementi chiave quali solidi sistemi di monitoraggio, rendicontazione e verifica, metodologie di contabilità del carbonio affidabili e il potenziale utilizzo di crediti di compensazione ad alta integrità per promuovere l’integrità ambientale. La cerimonia di firma e la riunione costituzionale della Coalizione si sono svolte a Firenze. European Commission
14 maggio
1. Summit Africa-Francia a Nairobi: 11 miliardi di dollari in energie rinnovabili per il Continente
Leader francesi e africani hanno annunciato più di 11 miliardi di dollari in investimenti in energie rinnovabili in Africa, nell’ambito del Summit Francia-Africa di Nairobi. Gli impegni sono stati svelati durante un forum CEO a porte chiuse, con la presenza del presidente Macron, del presidente keniano Ruto e di leader di oltre 30 paesi africani. Il continente africano ospita il 60% dei migliori siti solari del mondo ma ha meno del 2% della capacità solare installata globale. Washington Post
2. Trump abroga la “Public Lands Rule”: la conservazione non è una priorità
L’amministrazione Trump ha ufficialmente eliminato una norma che poneva la conservazione sullo stesso piano dell’estrazione di risorse nelle terre pubbliche americane. La Public Lands Rule del 2024 permetteva di affittare le terre per la restaurazione nello stesso modo in cui le compagnie petrolifere affittano terreni per la trivellazione. La revoca interessa 245 milioni di acri di terreno federale, circa il 10% del territorio USA. Inside Climate News
3. L’agricoltura minaccia le torbiere tropicali in Indonesia, Perù e DRC
L’agricoltura rappresenta la principale minaccia alle torbiere tropicali in Indonesia, Perù e Repubblica Democratica del Congo, i tre paesi con le maggiori estensioni di questi ecosistemi critici. Gli incendi sono un fattore particolarmente devastante: sono responsabili di circa la metà di tutte le emissioni di gas serra dalla conversione delle torbiere. Le torbiere sequestrano più carbonio per acro di qualsiasi altro ecosistema terrestre, ma coprendo ormai meno del 3% della superficie terrestre. Envirolink
13 maggio
1. La Nuova Zelanda dà l’immunità ai grandi inquinatori dalle azioni legali sul clima
La Nuova Zelanda si appresta a offrire ai principali emettitori di gas serra protezione dalle azioni legali legate al clima, una mossa che gli attivisti climatici hanno definito un “regalo agli inquinatori”. Il provvedimento fa parte di un più ampio allentamento delle politiche ambientali da parte del governo di coalizione guidato dal Partito Nazionale. La mossa arriva mentre altri paesi, tra cui Paesi Bassi e Australia, affrontano cause climatiche storiche, e mentre il numero di contenziosi climatici a livello globale continua a crescere. Insurance Journal
2. Cuba sull’orlo del collasso energetico: sanzioni USA e “fame di energia” denunciate dall’ONU
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a Cuba nel quadro di una campagna di pressione prolungata. Le sanzioni sono state annunciate poche ore dopo che esperti delle Nazioni Unite hanno denunciato l’effettivo blocco del carburante americano verso l’isola come equivalente a una “fame di energia”. Cuba dipende dall’importazione di petrolio e affronta blackout quotidiani di 20 ore o più. Il blocco energetico si inserisce in un contesto in cui la crisi della guerra in Iran ha già ristretto le forniture globali di combustibili fossili. Al Jazeera
3. Quasi tutte le affermazioni sul clima fatte dalle aziende produttrici di carne e latticini sono greenwashing?
La produzione di carne e latticini è una delle principali cause di deforestazione ed emissioni di gas serra. Molte aziende affermano di impegnarsi per contrastare questo fenomeno, ma quasi tutte queste affermazioni, il 98%, potrebbero essere considerate greenwashing, secondo un recente studio. I ricercatori hanno analizzato oltre 1.200 impegni ambientali assunti da 33 delle maggiori aziende del settore tra il 2021 e il 2024. Hanno riscontrato uno schema di informazioni “ingannevoli” sulle strategie, gli obiettivi e le azioni ambientali. Mongabay
12 maggio
1. Emissioni di metano dai fossili ai massimi storici, nessun segno di calo
Le industrie del petrolio, gas e carbone rappresentano circa il 35% di tutte le emissioni di metano da attività umana, ma non vi è alcun progresso nel ridurle, rileva il Global Methane Tracker 2026 dell’IEA. “Non c’è ancora alcun segnale che le emissioni di metano dalle operazioni sui combustibili fossili stiano diminuendo, nonostante percorsi di mitigazione ben noti e provati”, ha dichiarato l’IEA. Il metano è responsabile di quasi il 30% dell’aumento delle temperature globali medie dall’era industriale e ha un effetto riscaldante 80 volte più potente della CO₂ su 20 anni. Al Jazeera
2. Le 25 città più inquinate del mondo: tutte in India, Pakistan e Cina
Le 25 città più inquinate del mondo sono tutte in India, Pakistan e Cina, secondo il rapporto annuale della società svizzera di monitoraggio della qualità dell’aria “IQAir”. Lo scorso anno 13 paesi e territori hanno mantenuto i livelli medi di PM2,5 entro lo standard dell’OMS. Gli altri 130 paesi e territori monitorati (su 143), inclusi gli Stati Uniti, non sono riusciti a rispettare le linee guida. NBC
3. La guerra in Iran e l’energia pulita: paradosso geopolitico e opportunità storica
Il passaggio dal carbone al GNL rallenterà considerevolmente come risultato della guerra. Ma l’export accelerato del “modello elettrostatale” cinese ridurrà probabilmente le emissioni di gas serra nel lungo periodo. I veicoli elettrici sono più puliti delle controparti a combustione, anche tenendo conto delle emissioni incorporate nelle batterie. La sfida geopolitica a lungo termine per gli USA è che ogni giorno di ostilità approfondisce il predominio cinese nell’energia pulita. CFR
11 maggio
1. Lo stato di New York vara il taglio alla legge climatica
Un accordo sul bilancio statale include un’intesa con i legislatori per ammorbidire la legge climatica storica del 2019, che chiedeva tagli immediati alle emissioni. La nuova scadenza per applicare i regolamenti sui gas serra sarà spostata al 2028. Un nuovo obiettivo intermedio punta a tagliare le emissioni del 60% entro il 2040 dal livello del 1990. La governatrice dello Stato, Hochul, ha citato i prezzi dell’energia in aumento come motivazione. Ambientalisti e legislatori democratici hanno aspramente criticato la retromarcia. Bloomberg
2. La crisi di Hormuz cambia l’equazione energetica in Asia: sicurezza e transizione si intrecciano
Le disruption ai flussi attraverso lo Stretto di Hormuz risuonano in tutti i mercati energetici con l’Asia più esposta: Cina, India, Giappone e Corea del Sud rappresentano il 75% del petrolio e il 59% del GNL normalmente esportati dalla regione. La crisi è sia un potente argomento a lungo termine per accelerare le rinnovabili che un freno nel breve termine. Singapore e Taiwan dipendono in misura maggiore dal GNL del Qatar, le cui infrastrutture hanno subito danni che richiedono 3-5 anni di riparazione. World Economic Forum
3. Il Fiume Salween avvelenato dall’arsenico: 127 miniere illegali nel Myanmar minacciano l’Asia
Il Fiume Salween, il più lungo corso d’acqua libero dell’Asia che nasce nel Tibet centrale e scorre in Cina e Myanmar, affronta una crisi: i test recenti hanno trovato livelli di arsenico di gran lunga superiori al limite OMS. I ricercatori dell’Università di Chiang Mai hanno rilevato alti livelli di contaminanti tossici nei fiumi vicini. Le immagini satellitari del Stimson Center hanno identificato 127 miniere sospette aperte nel bacino del Salween tra il 2016 e il 2026, molte delle quali probabilmente miniere di terre rare non regolamentate nel Myanmar. Mongabay
10 maggio
1. “Pipe Dreams”: petrolio e gas non hanno portato sviluppo in Africa, solo dipendenza
Un nuovo rapporto pubblicato l’8 maggio a Nairobi da Oil Change International e Power Shift Africa analizza 13 paesi africani produttori di petrolio e gas, concludendo che decenni di estrazione non hanno ridotto la povertà né stimolato la crescita economica. “L’Africa viene venduta ancora una volta una favola fossile che promette prosperità ma consegna dipendenza. La ricchezza scorre via, non verso il basso”, ha dichiarato Thuli Makama di Oil Change International. Il rapporto avverte che nuovi progetti rischiano di diventare asset bloccati mentre la domanda globale di fossili declina. Oil Change International
2. La “capitale degli stracci” dell’India: Panipat paga il prezzo del fast fashion
Panipat, in India, è il terminale della “moda veloce” globale. Oltre un milione di tonnellate di vestiti ci arrivano ogni anno. I rifiuti del processo di tintura e sbiancatura vengono scaricati nelle fogne aperte, inquinando i sistemi idrici da cui dipendono milioni di persone. Un’indagine del 2022 ha rilevato che quasi il 93% delle famiglie nelle aree vicine ha riportato gravi problemi di salute in un periodo di cinque anni. I lavoratori inalano fibre di cotone tutto il giorno: “Tossisco costantemente e mi manca il respiro”, racconta un operaio. CNN
3. Un’ondata di calore record sta flagellando il Sud Asia
India, Pakistan e Bangladesh stanno vivendo temperature ben superiori alla media stagionale, con alcune aree che si avvicinano o superano i 45°C-50°C. In Pakistan almeno 10 persone sono morte per complicazioni legate al caldo. Kartikeya Bhatotia, ricercatore a Harvard, ha dichiarato ad Al Jazeera che il caldo estremo colpisce le persone attraverso “molteplici vie”: stress fisiologico, insufficienza renale, disturbi del sonno, e aggravamento di malattie croniche come diabete, malattie respiratorie e disturbi mentali. L’ondata segue un aprile tra i più caldi della storia del subcontinente. Al Jazeera
9 maggio
1. Il Sud-est asiatico si coordina contro la crisi energetica da guerra in Iran
I leader del Sud-est asiatico si sono riuniti nelle Filippine per coordinare una risposta congiunta alla guerra in Iran, che ha fatto schizzare i prezzi dell’energia nella regione. Il presidente filippino Marcos Jr. ha dichiarato che la guerra ha colpito i paesi attraverso “costi della vita più alti” e “mezzi di sussistenza minacciati”. Manila ha dichiarato l’emergenza nazionale energetica a marzo, mentre Indonesia, Tailandia e Vietnam hanno imposto prezzi calmierati e lavoro da casa. Il blocco si appresta a chiedere la riapertura dello Stretto di Hormuz e una più profonda cooperazione energetica regionale. Al Jazeera
2. La crisi di Hormuz spinge i mandati globali sui biocarburanti
Pubblicato ieri, 8 maggio, questo rapporto conta quasi 5.000 progetti di biocarburanti nel mondo, con un valore di investimento di 303 miliardi di dollari. Negli USA l’EPA ha finalizzato standard record sulle miscele di biofuel per il 2026-27, con deroghe per la benzina E15 durante l’estate. La crisi di Hormuz ha spinto Vietnam, Indonesia, Brasile e India ad accelerare i mandati nazionali sui biofuel, con il rischio però di esercitare pressione ulteriore sulla produzione alimentare globale e sulle foreste tropicali. Industrial Info
3. La crisi di Hormuz dimostra che la transizione energetica non può aspettare
I dati Ember mostrano che puntare su solare, eolico, veicoli elettrici e pompe di calore potrebbe permettere ai paesi importatori di fossili di tagliare le bollette di importazione del 70%. I prezzi dei pannelli solari si sono dimezzati dal 2022 e i costi delle batterie sono calati del 36%. L’intera flotta globale di EV evita già consumi di petrolio equivalenti al 70% delle esportazioni iraniane. La crescita solare del 2025 da sola potrebbe sostituire il gas per il sistema elettrico equivalente a tutto il GNL esportato annualmente attraverso lo Stretto di Hormuz. Sustainable Energy for All
8 maggio
1. Il presidente polacco chiede un referendum sulla “costosa” politica climatica UE
Il presidente nazionalista polacco Karol Nawrocki ha dichiarato ieri di voler indire un referendum sulla politica climatica europea, in una mossa destinata a creare nuove tensioni con il governo filoeuropeo e con Bruxelles. Nawrocki vuole chiedere ai polacchi se siano “a favore dell’attuazione della politica climatica UE, che ha portato all’aumento del costo della vita per i cittadini, a prezzi dell’energia più alti e a costi crescenti per imprese e agricoltori”. Bloomberg
2. Nature: l’Amazzonia rischia il collasso sistemico già tra 1,5°C e 28% di deforestazione
Una nuova ricerca pubblicata su Nature rivela che una combinazione di 1,5°C-1,9°C di riscaldamento globale e 22%-28% di deforestazione potrebbe innescare cambiamenti sistemici nel 62%-77% dell’Amazzonia. Senza deforestazione, la soglia critica sarebbe invece di 3,7°C-4°C. I valori attuali, già vicini all’1,5°C e con il 15% di foreste perse, fanno sì che questo tipping point potrebbe essere raggiunto già negli anni post 2030. Il meccanismo di innesco principale ha a che fare con la variazione del trasporto atmosferico dell’umidità. Nature
3. I paesi del Golfo al Consiglio di Sicurezza ONU: “Lo Stretto di Hormuz deve riaprire”
Qatar, Bahrain e UAE hanno chiesto ieri al Consiglio di Sicurezza ONU un’azione collettiva per tenere lo Stretto di Hormuz “sicuro e pienamente aperto”. I paesi del Golfo sostengono una bozza di risoluzione che minaccia l’Iran con sanzioni e altre misure se non interrompe gli attacchi alle navi, non sospende i “pedaggi illegali” e non rivela la posizione di tutte le mine. “Garantire che lo stretto rimanga aperto è una responsabilità internazionale condivisa”, ha dichiarato l’ambasciatrice del Qatar Alya Ahmed Saif al-Thani. Attraverso lo stretto transita normalmente un quinto delle esportazioni energetiche mondiali. Al Jazeera
7 maggio
1. IRENA: solare+batterie già più economico del gas
Un nuovo rapporto IRENA pubblicato ieri conferma che solare ed eolico abbinati alle batterie sono già oggi più economici dei combustibili fossili per la fornitura 24/7, cioè durante l’intera giornata. I costi del solare con stoccaggio vanno da 54 a 82 dollari/MWh, contro 70-85 per il carbone e oltre 100 per il gas. “La peggiore crisi energetica in decenni ha svelato il vero costo della dipendenza dai fossili”, ha dichiarato il Segretario Generale ONU António Guterres. Il costo delle batterie è calato del 93% dal 2010. IRENA
2. I ministri UE dell’energia discuteranno della perforazione di gas “domestico”
I ministri dell’energia UE si apprestano a discutere della possibilità di aumentare la produzione locale di gas, in risposta alla stretta sulle forniture mediorientali. Secondo il sito Oil Price la produzione di gas UE è calata del 50% negli ultimi dieci anni. Il documento che è circolato tra i ministri, visionato da Reuters, include la condizione che la produzione domestica non debba “bloccarci in sistemi ad alta intensità di carbonio che minacciano i nostri obiettivi climatici a lungo termine”. Una tensione esplicita tra sicurezza energetica e ambizioni climatiche. Reuters
3. Il 40% delle specie del suolo è a rischio di estinzione: una crisi invisibile
I ricercatori hanno per la prima volta valutato il rischio di estinzione delle specie dipendenti dal suolo — invertebrati, vertebrati terrestri e funghi — scoprendo che circa il 40% è minacciato o privo di dati sufficienti nella Lista Rossa IUCN. Il suolo ospita quasi il 60% della vita sulla Terra, ed è fondamentale per i cicli biogeochimici e la regolazione del clima. Eppure è tra gli ecosistemi meno monitorati al mondo. La scoperta apre un nuovo fronte urgente per la conservazione della biodiversità. Mongabay
6 maggio
1. Come rafforzare la resilienza alimentare ed energetica nell’era post-Hormuz
I paesi che hanno investito in energia pulita reggono meglio la crisi: il Pakistan ha evitato 12 miliardi di dollari di importazioni di fossili grazie al boom solare. La Cina, con il 36% di elettricità da rinnovabili e metà delle auto vendute elettriche, affronta la crisi con maggiore resilienza strutturale. “Anche se la crisi iraniana finisse domani, sappiamo che altri shock verranno. La nostra fragilità sistemica impone un nuovo focus sulla resilienza”, scrive il WRI. L’obiettivo è decarbonizzare energia e cibo insieme. WRI
2. L’Amazzonia brasiliana segna i livelli di deforestazione più bassi
I dati precoci per il 2026 mostrano che la deforestazione nell’Amazzonia brasiliana è scesa ai livelli più bassi per questo periodo dal 2014 — un risultato storico attribuibile all’azione del governo Lula. Ma il trend resta vulnerabile alle elezioni presidenziali di fine anno e alle pressioni economiche: con i prezzi dei fertilizzanti alle stelle per la crisi iraniana, il settore agro-industriale brasiliano guarda con appetito crescente alla foresta. Ma l’El Niño in arrivo potrebbe vanificare i progressi per via degli incendi. Mongabay
3. Record di 800 GW di rinnovabili nel 2025: lo stoccaggio a batterie cresce del 40%
Le aggiunte annuali di capacità rinnovabile globale sono salite a un record di 800 gigawatt nel 2025, di cui il 75% solare. Lo stoccaggio a batterie è stato la tecnologia elettrica in più rapida crescita: le aggiunte di capacità sono aumentate di circa il 40% nel 2025, raggiungendo quasi 110 GW, superando per la prima volta le aggiunte record annuali da gas naturale. La domanda di carbone nel 2025 è cresciuta solo leggermente, con trend divergenti tra USA (rialzo del 10%) e Cina (sostanzialmente piatta). IEA Report
5 maggio
1. Il ghiaccio della Groenlandia fonde sei volte più di prima: eventi estremi senza precedenti
Il ghiaccio della Groenlandia sta fondendo come mai visto prima, con eventi estremi che diventano più frequenti, diffusi e intensi. Dal 1990, la produzione di acqua di fusione è schizzata da 12,7 a 82,4 gigatonnellate per decennio, un aumento di oltre sei volte. Sette dei dieci eventi di fusione più estremi si sono verificati dopo il 2000, e le proiezioni per la fine del secolo, negli scenari ad alte emissioni, prevedono un ulteriore triplicamento. Sciencedaily
2. Nuove regole UE per calcolare il potenziale di riscaldamento globale degli edifici
La Commissione europea ha pubblicato ieri un quadro per il calcolo del potenziale di riscaldamento globale (GWP) nel ciclo di vita dei nuovi edifici con l’obiettivo di garantire che i paesi UE utilizzino metodologie comparabili. Dal 2028, il GWP nel ciclo di vita dovrà essere calcolato e divulgato nei certificati di prestazione energetica degli edifici con superficie superiore a 1.000 m², esteso poi a tutti i nuovi edifici dal 2030. La misura promuove materiali da costruzione a basse emissioni di carbonio come acciaio “verde” e cemento “pulito”. EU Commission
3. Il greggio supera i 114 dollari mentre l’Iran attacca: la più grave escalation dalla tregua di aprile
I futures Brent sono saliti del 5,8% a 114,44 dollari al barile, mentre il WTI è avanzato del 4,4% a 106,42 dollari, dopo che l’Iran ha colpito diverse navi nello Stretto di Hormuz e incendiato il porto petrolifero dell’UAE a Fujairah. È la più seria escalation dall’entrata in vigore del cessate il fuoco l’8 aprile. Senza un accordo per riaprire lo stretto, “il petrolio resterà sopra i 100 dollari e la benzina USA arriverà a 5 dollari al gallone entro giugno”, avvertono gli analisti di Eurasia Group. Reuters
4 maggio
1. La guerra in Iran scatena una corsa ai veicoli elettrici: +2% globale a marzo
La guerra in Iran e la turbolenza che ha innescato nei mercati petroliferi globali sta alimentando un’ondata di vendite di auto elettriche in gran parte del mondo. A marzo i consumatori hanno acquistato 1,1 milioni di auto elettriche, il 2% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il 17% di tutte le auto e i camion venduti nel mondo il mese scorso erano completamente elettrici. Le vendite di EV sono crollate del 27% negli USA ma sono esplose in Europa e Asia. Bloomberg
2. Clima e costi: i modelli economici ignorano i tipping point, rischio “crash finanziario globale”
Economisti e banche centrali stanno migliorando nel collegare le temperature agli aumenti dei prezzi. I modelli economici “difettosi” usati da governi e istituzioni finanziarie ignorano gli shock da eventi meteorologici estremi e dai tipping point climatici, esponendo il sistema a un potenziale “crash finanziario globale”. La ricerca dimostra come ogni grado di riscaldamento in più si traduca in pressioni inflazionistiche misurabili che colpiscono il potere d’acquisto delle famiglie. Bloomberg
3. La resisetnza dei leopardi
I leopardi sono i felini più diffusi al mondo, ma il loro areale in Asia e Africa si sta restringendo. In molti luoghi si stanno riducendo anche i loro numeri. Le recenti coperture di Mongabay sui leopardi hanno rivelato un commercio globale di trofei e parti di corpo, ma anche segnali più incoraggianti, come i leopardi che persistono ai margini di Bengaluru, una delle più grandi città dell’India, aprendo il dibattito su come fauna selvatica e urbanizzazione possano coesistere. Mongabay
3 maggio
1. La deforestazione tropicale cala del 36% nel 2025, ma i rischi restano alti
Nuovi dati dell’Università del Maryland, pubblicati attraverso il Global Forest Watch del WRI, mostrano che la perdita di foreste tropicali primarie ha rallentato nel 2025. Tuttavia, è ancora il 46% più alta rispetto al decennio precedente. Il calo riflette in parte una pausa dopo un anno di incendi eccezionalmente gravi nel 2024. Nel 2026, con gli effetti di El Niño, i rischi potrebbero aumentare di nuovo. Bloomberg
2. Il metano delle miniere di carbone: 89% non dichiarato
Quasi cinque anni dopo il lancio del Global Methane Pledge, che punta a un taglio del 30% delle emissioni di metano entro il 2030, le emissioni non sono diminuite, compresi quelle dell’estrazione del carbone. Solo 23 su 73 paesi produttori di carbone hanno comunicato dati all’UNFCCC nel 2023, lasciando circa 31 milioni di tonnellate di metano del tutto fuori dai registri ufficiali. Il 94% delle emissioni globali di metano delle miniere di carbone proviene da soli 7 paesi. Ember
3. L’India brucia: la rete elettrica sotto stress nel caldo record di april
Tutte e 50 le città più calde del mondo la scorsa settimana erano in India. L’India ha registrato carenze notturne di fino a 5,4 Gigawatt, l’equivalente di 2,7 milioni di case rurali senza luce. Con i fornitori chiave di energia tagliati fuori dai mercati mondiali a causa della guerra, l’India si trova a corto di petrolio greggio, GNL e GPL. Le temperature di Banda, in Uttar Pradesh, non sono scese sotto i 34,7°C nemmeno di notte, una soglia che gran parte dell’Europa considera un’ondata di calore estiva pericolosa. Business Standard
2 maggio
1. Congo: le esportazioni di rame verso gli USA quintuplicano
La Repubblica Democratica del Congo prevede di esportare 500.000 tonnellate metriche di rame verso gli Stati Uniti, un aumento cinque volte superiore all’impegno preso in gennaio. Per ora, i contratti che consentiranno al DRC di aumentare le esportazioni verso gli USA sono privi di qualsiasi scrutinio pubblico. “C’è la sensazione che l’estrazione venga effettuata a spese dell’ambiente e delle comunità locali. Ci sono numerosi casi di inquinamento intorno ai siti minerari che restano impuniti”, ha dichiarato Jean-Claude Mputu di Resource Matters. Mongabay
2. I data center AI dell’UK: con uso del gas emissioni centinaia di volte più alte
Le emissioni derivanti dall’alimentazione dei data center potrebbero essere centinaia di volte superiori alle stime governative, se anche solo una piccola parte dell’elettricità necessaria venisse prodotta bruciando gas. Qualora i data center dovessero dipendere maggiormente dal gas, le emissioni potrebbero superare le 30 milioni di tonnellate di CO₂, l’equivalente approssimativo delle emissioni annuali della Danimarca. Il governo britannico mira a un “sistema di energia pulita” entro il 2030. Carbon Brief
3. Gli incendi boschivi minacciano più specie del previsto
“Il fatto che le proiezioni sugli incendi siano così significative è davvero notevole. Questo studio mette in evidenza una zona cienca della ricerca fino a ora: gli animali sono più minacciati dagli incendi che dalla siccità”, ha dichiarato Katja Frieler del Potsdam Institute. Tagliare rapidamente le emissioni a zero netto potrebbe prevenire questi impatti: in uno scenario di inversione del riscaldamento entro fine secolo, solo il 9% degli habitat sarebbe esposto a fenomeni estremi multipli. Nature
1 maggio
1. I risultati di Santa Marta: 57 paesi, tre gruppi di lavoro e il prossimo vertice a Tuvalu nel 2027
Alla sessione plenaria finale del 29 aprile, i co-ospiti Colombia e Paesi Bassi hanno presentato i principali esiti del vertice. Il primo risultato è la conferma che Tuvalu e Irlanda co-ospiteranno nel 2027 una seconda conferenza sulla transizione dai combustibili fossili. Sono stati istituiti tre “gruppi di lavoro”: il primo si concentrerà sullo sviluppo di roadmap nazionali e regionali per abbandonare i combustibili fossili; il secondo sulla riforma dei sistemi finanziari ancora legati agli investimenti fossili; il terzo sulla trasparenza nei flussi energetici globali. Carbon Brief
2. “Solo l’inizio”: Santa Marta accende speranza ma ora servono piani concreti
L’inviato climatico francese Benoît Faraco ha descritto la transizione non solo come un obbligo ma come un’opportunità: “Questo processo ci ha fatto capire che vogliamo diventare un’elettro-superpotenza, vogliamo essere l’Arabia Saudita dell’elettricità in Europa, vendendo elettroni verdi al Regno Unito, Irlanda, Germania e altri paesi”. Il prossimo vertice si terrà a Tuvalu, nazione del Pacifico a rischio di diventare inabitabile per l’innalzamento del livello del mare. CommonDreams
3. Il prossimo El Niño potrebbe bloccare la Terra in un clima permanentemente più caldo
Le proiezioni suggeriscono che il Pacifico tropicale sta ribollendo verso un forte El Niño. In un mondo già surriscaldato dai gas serra, un forte El Niño nei prossimi 12-18 mesi potrebbe spingere permanentemente la temperatura media globale oltre la soglia di 1,5°C. I climatologi hanno pubblicato uno studio che mostra che eventi El Niño forti possono innescare “cambi di regime climatico”, ovvero cambiamenti duraturi e bruschi nei pattern di calore, precipitazioni e siccità. Inside Climate News
30 aprile
1. Nel mezzo di una crisi energetica, i paesi si ritrovano a Santa Marta per pianificare l’uscita dai fossili
I paesi hanno creato nuove collaborazioni per individuare sforzi coordinati per tagliare la produzione di combustibili fossili e decarbonizzare il commercio. La conferenza ha anche formalmente lanciato un nuovo panel scientifico sull’energia. “I negoziati ONU sul clima potrebbero aver riconosciuto la necessità di una transizione, ma i paesi non hanno concordato su come realizzarla”, ha detto Johanna Gusman, avvocata senior del Centro per il Diritto Internazionale dell’Ambiente. “Santa Marta è uno spazio dove possiamo davvero discutere dei combustibili fossili, cosa che non possiamo fare alle COP.” NPR.org
2. Un’IA traccia l’espansione dell’estrazione illegale d’oro nelle aree protette dell’Amazzonia
Nuove cicatrici minerarie sono state identificate in tutti e nove i paesi amazzonici, con Brasile, Perù e Guyana che subiscono i livelli più elevati di deforestazione legata all’estrazione mineraria. I prezzi dell’oro alle stelle stanno guidando questa distruzione, affermano gli esperti, che chiedono un maggiore monitoraggio, applicazione della legge e azione coordinata tra i paesi. La piattaforma Amazon Mining Watch, basata su un algoritmo di intelligenza artificiale in costante miglioramento, mira a servire come strumento di allerta precoce per autorità e società civile. Mongabay
3. Più di 30 milioni di bambini USA respirano aria inquinata
Si stima che circa 33,5 milioni di bambini negli Stati Uniti, quasi la metà delle persone sotto i 18 anni, vivano in un’area che ha ricevuto un voto insufficiente per almeno una misura di inquinamento atmosferico. Il rapportodell’American Lung Association coincide con l’eliminazione da parte dell’EPA di Trump degli standard per le emissioni di mercurio delle centrali a carbone, aggravando una crisi sanitaria che il cambiamento climatico – con più incendi e ondate di calore – tende a peggiorare. The Guardian
29 aprile
1. Johan Rockström ai governi: “stiamo attraversando tipping point che distruggeranno la società umana”
Il surriscaldamento del pianeta sta già “attraversando tipping point che mineranno la società umana nel corso della nostra vita”, ha dichiarato Johan Rockström del Potsdam Institute for Climate Impacts Research. Rockström e Carlos Nobre, scienziato senior presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Amazzonica in Brasile, hanno assemblato un panel di scienziati che consiglierà i governi su quali politiche funzionano meglio per eliminare progressivamente i combustibili fossili. DailyMaverick
2. Petro a Santa Marta: “Senza l’Amazzonia raggiungeremo un pericoloso tipping point”
I colloqui ad alto livello per accelerare il passaggio dai combustibili fossili hanno preso il via il 28 aprile a Santa Marta, dove il presidente colombiano Gustavo Petro ha avvertito che il mondo potrebbe “raggiungere un punto di non ritorno” senza il ruolo dell’Amazzonia nella regolazione del clima. “L’Amazzonia è in fiamme”, ha dichiarato Petro, aggiungendo che “l’unità degli stati ha fallito” e chiedendo un’azione più ampia al di là dei governi. La ministra olandese ha dichiarato: “La conclusione è inevitabile: dobbiamo abbandonare i combustibili fossili”. Washington Post
3. Finanza, il grande assente: “Ci sono soldi per la guerra, ma non per il clima”
La mancanza di finanziamenti è uno dei maggiori ostacoli all’abbandono dei combustibili fossili, hanno affermato funzionari ed esperti alla conferenza di Santa Marta. Tuvalu, nazione insulare del Pacifico altamente vulnerabile all’innalzamento del livello del mare, ha annunciato che ospiterà il prossimo vertice. “Ci sono molti soldi per la guerra”, ha detto uno dei relatori. “Ma c’è un nemico comune – il cambiamento climatico – e quei soldi non li troviamo”. Washingon Times
28 aprile
1. Il capo dell’IEA: “Il vaso è rotto, il danno è fatto”. La crisi in Iran ha cambiato per sempre i fossili
Parlando in esclusiva al Guardian, Birol ha dichiarato che un effetto chiave della guerra USA-Israele contro l’Iran sarà che i paesi perderanno fiducia nei combustibili fossili e la domanda si ridurrà. “La loro percezione del rischio e dell’affidabilità cambierà. I governi riesamineranno le loro strategie energetiche. Ci sarà una spinta significativa alle rinnovabili e al nucleare e un ulteriore spostamento verso un futuro più elettrificato.” Il numero uno dell’IEA ha aggiunto che il North Sea britannico non dovrebbe essere espanso. The Guardian
2. Il Giappone conia “kokushobi”: nome ufficiale per i giorni a 40°C
I giorni con una temperatura massima di 40°C o superiore saranno ora chiamati “kokushobi”, ha annunciato l’Agenzia Meteorologica Giapponese. Il nome, che significa “giorno di caldo severo” ma non ha una traduzione ufficiale in inglese, è stato scelto dopo che quasi mezzo milione di voti sono stati espressi. L’estate 2025 è stata la più calda in Giappone dal 1898, con temperature medie nazionali di 2,36°C sopra la media. I 40°C sono stati superati per nove giorni tra giugno e agosto. Bloomberg
3. Cinque paesi europei risparmieranno il 58% in bollette grazie alle rinnovabili
Il boom delle rinnovabili, che ha raggiunto nuovi record nel 2025, potrebbe far risparmiare all’UE 5,8 miliardi di euro nel 2026 grazie alla sostituzione del costoso gas. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il risparmio sarebbe significativamente più alto se i prezzi del gas non continuassero a determinare il costo dell’energia in molti paesi, a causa del meccanismo di prezzo marginale dell’UE. Euronews
27 aprile
1. 3100 ghiacciai “impazziti” minacciano comunità in tutto il mondo
Una ricerca dell’Università di Portsmouth ha scoperto una “minaccia nascosta” composta da oltre 3.100 “ghiacciai in surge”, ovvero grandi masse di ghiaccio che possono accelerare improvvisamente la fusione, scatenando valanghe e inondazioni. Analizzando i dati, il team ha individuato 81 ghiacciai che rappresentano un rischio maggiore, situati per lo più nel Karakoram asiatico, sopra valli abitate. Il cambiamento climatico sta rendendo questi eventi sempre più imprevedibili. The Weather Network
2. Più di 35 milioni di bambini malnutriti, il clima aggrava la crisi
Il rapporto descrive un quadro cupo: la fame non è più una serie di emergenze a breve termine, ma una sfida globale persistente e sempre più concentrata. “L’insicurezza alimentare acuta oggi non è solo diffusa — è anche persistente e ricorrente”, ha dichiarato il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu. Il rapporto segnala anche nuovi rischi legati alle perturbazioni del mercato globale, tra cui quelli derivanti dalla crisi in Medio Oriente, che potrebbero aumentare ulteriormente i prezzi alimentari. United Nations
3. Criminalizzare i manifestanti per il clima nel Regno Unito è controproducente
Secondo uno studio condotto su 1.300 attivisti, la criminalizzazione delle proteste dirette contro il cambiamento climatico nel Regno Unito è controproducente e aumenta la determinazione degli attivisti a intraprendere manifestazioni dirompenti. Nuove scoperte suggeriscono che gli arresti, le multe e le lunghe pene detentive inflitte ai manifestanti climatici non violenti che hanno bloccato strade o danneggiato edifici potrebbero in realtà radicalizzarli. La repressione delle proteste potrebbe persino essere uno dei fattori scatenanti di recenti azioni occulte come il taglio dei cavi internet , affermano gli studiosi. The Guardian
26 aprile
1. La Cina annuncia il “controllo rigoroso” dei fossili
I vertici del governo cinese hanno pubblicato il 22 aprile – Giornata della Terra – un documento politico che chiede controlli più severi sul consumo di combustibili fossili e una maggiore supervisione dei grandi emettitori. Gli esperti lo interpretano come un segnale dell’impegno della Cina sull’azione climatica. È il primo documento di alto livello a collegare esplicitamente la decarbonizzazione alla sicurezza energetica e allo sviluppo industriale. Carbon Brief
2. Le rinnovabili battono il carbone: solare +14% a marzo
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha sconvolto le forniture di carburante e fatto schizzare i prezzi, ma le rinnovabili hanno svolto un ruolo fondamentale nell’attutire l’impatto: il solo solare ha fatto risparmiare all’Europa 3 miliardi di euro a marzo. La produzione solare è cresciuta di circa il 14% lo scorso mese, mentre l’eolico è salito di circa l’8% nei paesi analizzati. La capacità solare ed eolica aggiunta a livello globale nel solo 2025 sarebbe sufficiente a compensare due volte la perdita di GNL dello Stretto di Hormuz. L’energia rinnovabile ha superato il carbone diventando la principale fonte di elettricità mondiale nel 2025, secondo il think tank Ember. Euronews
3. Santa Marta, scienziati lanciano il primo panel scientifico sul phase-out dei fossili
Ieri, sabato 25 aprile, è stato lanciato a Santa Marta un nuovo panel scientifico di alto livello che fornirà raccomandazioni ai responsabili politici per sostenere la transizione internazionale dai combustibili fossili, insieme a un rapporto con raccomandazioni chiave per i governi: dall’arresto dell’espansione fossile al taglio delle emissioni di metano e all’eliminazione dei sussidi ai fossili. La ministra colombiana dell’Ambiente, Irene Vélez Torres, ha affermato che il gruppo di esperti “affronta una lacuna di lunga data” nella scienza climatica internazionale, creando un organismo scientifico dedicato esclusivamente al superamento della dipendenza mondiale dai combustibili fossili. Attualmente, il principale organismo scientifico mondiale sul clima, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), richiede ai paesi di approvare ogni “riepilogo per i decisori politici” dei suoi principali rapporti scientifici. Ciò ha dato vita a un processo politicamente complesso, che ha visto sempre più spesso alcuni governi produttori di petrolio impegnarsi per indebolirne le raccomandazioni. Nel tentativo di focalizzare il dibattito scientifico sull’eliminazione graduale dei combustibili fossili, il nuovo Science Panel for the Global Energy Transition è stato creato sulla base di un mandato della COP30 dello scorso anno. Il suo scopo è anche quello di formulare raccomandazioni scientifiche a un ritmo più rapido rispetto al ciclo settennale dell’IPCC. Clima Home News
25 aprile
1. Dietro la conferenza di Santa Marta: tanker di petrolio e transizione impossibile?
La tensione tra ambizioni climatiche e dipendenza dai combustibili fossili è al cuore della conferenza di Santa Marta: proprio di fronte alla sede del vertice, petroliere scaricano regolarmente al terminal Pozos Colorados, il più grande deposito di carburante della Colombia. La conferenza ha attirato oltre 50 paesi, dai produttori di petrolio come la Nigeria ai grandi consumatori come la Germania, nel tentativo di superare lo stallo dei negoziati climatici ONU. Bloomberg
2. Emissioni globali di CO₂ 2025: record a 37,2 Gt, ma il settore elettrico scende
Le emissioni globali di CO₂ da combustione di fossili e processi industriali hanno raggiunto il record storico di 37,2 Gt nel 2025, con una crescita dello 0,7%. Tuttavia, il dispiegamento su larga scala di fonti di elettricità pulita ha evitato 10,3 Gt di emissioni globali di CO₂, portando le emissioni del settore elettrico a scendere dello 0,9% rispetto al 2024. Il budget di carbonio residuo per limitare il riscaldamento a 1,5°C è proiettato a esaurirsi entro il 2029. Nature
3. In Australia scoperta la lucertola con meno di 20 esemplari: già in pericolo critico
I ricercatori hanno descritto una nuova specie di scinco che potrebbe essere uno dei rettili più minacciati d’Australia. La piccola popolazione della lucertola, forse meno di 20 individui, vive in una tasca di gola rocciosa nell’arido Mutawintji National Park nel New South Wales. La sua sopravvivenza è minacciata da capre selvatiche, siccità, predatori introdotti e dal cambiamento climatico che intensifica il caldo e la siccità nella regione. La scoperta è frutto di una partnership tra scienziati e i custodi indigeni Wiimpatja. Mongabay
24 aprile
1. La crisi in Iran fa crescere i timori di una catastrofe alimentare globale
Più a lungo rimane chiuso lo Stretto di Hormuz, più è probabile che i prezzi di urea, ammoniaca, zolfo e fosfati salgano, con costi maggiori per gli agricoltori. La FAO stima che i prezzi dei fertilizzanti potrebbero aumentare in media del 20% nella prima metà del 2026 se la crisi non si risolve. “I prezzi alimentari aumenteranno sicuramente nei prossimi mesi, rendendo più difficile per molte persone nel mondo permettersi diete adeguate e sane,” ha dichiarato ad Al Jazeera Matin Qaim del Centro per la Ricerca sullo Sviluppo dell’Università di Bonn. Al Jazeera
2. I macaw azzurro-gialli tornano a Rio dopo 200 anni: un simbolo di speranza per la biodiversità
I macaw azzurro-gialli, “iconici” pappagalli, sono tornati a Rio de Janeiro dopo un’assenza di 200 anni, in seguito a un ambizioso programma di “refaunazione”. Nel contempo, i pinguini imperatori e la foca antartica si sono aggiunti alla lista delle specie in pericolo a causa del riscaldamento globale, secondo l’ultima Lista Rossa IUCN, riportata dal New York Times. The Guardian
3. Dalla palma da olio alle scorte di cereali: come la guerra in Iran ridisegna i mercati agricoli globali
La domanda di olio di palma è “aumentata vertiginosamente poiché la guerra in Iran spinge i paesi a fare scorte” e a “potenziare” i programmi di biocarburanti in risposta all’aumento dei prezzi del petrolio, ha riportato il Nikkei Asia. Mentre le esportazioni di olio di palma malese e indonesiano sono salite ai “livelli più alti da mesi”, l’offerta a lungo termine potrebbe essere “minacciata” dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e dalle “temperature elevate causate dal cambiamento climatico”. Carbon Brief
23 aprile
1. I tipping point climatici si stanno già manifestando
Il permafrost artico contiene circa il doppio del carbonio presente oggi nell’intera atmosfera. Con il riscaldamento dell’Artico, il suolo ghiacciato comincia a fondere, rilasciando CO₂ e metano. Il metano è particolarmente potente, intrappolando circa 28 volte più calore dell’anidride carbonica. Questo è un problema serio perché molti modelli climatici non includono pienamente queste emissioni, il che significa che il riscaldamento futuro potrebbe essere superiore alle previsioni attuali. earth.com
2. La Germania vuole accelerare la transizione industriale
Il boom delle rinnovabili, che hanno raggiunto nuovi record nel 2025, potrebbe far risparmiare all’UE 5,8 miliardi di euro nel 2026 grazie alla sostituzione del costoso gas. Tuttavia, paesi come Polonia, Ungheria e Olanda restano fortemente dipendenti dal gas, a causa del meccanismo di prezzo marginale dell’UE che lega ancora le bollette elettriche al costo del gas naturale. Berlino vuole che la riforma del mercato del carbonio acceleri la decarbonizzazione industriale, non solo la riduzione delle bollette. euronews
3. L’AMOC è più vicina al collasso di quanto si pensasse
Un nuovo studio stima che l’AMOC rallenterà tra il 43% e il 59% entro il 2100, un indebolimento del 60% più marcato di quanto previsto dai modelli precedenti. La ricerca corregge le distorsioni delle stime precedenti includendo la temperatura e la salinità della superficie dell’Oceano Atlantico. Il modello stima che l’AMOC si indebolirà di circa il 51% rispetto alla media 1850-1900. Il rapporto IPCC del 2022 aveva definito un rallentamento del 50% come un “indebolimento sostanziale”. “Le nazioni devono prepararsi adesso,” ammonisce la ricercatrice Maria Paz Chidichimo dell’Università di Miami. livescience.com
22 aprile
1. Un miliardo di persone in piazza per il 56esimo Earth Day
Milioni di persone in tutto il mondo si fermano oggi per celebrare la Giornata della Terra, un evento fondato da chi sperava di stimolare l’attivismo per ripulire e preservare un pianeta oggi abitato da circa 8 miliardi di esseri umani e miliardi di altri organismi. Il tema 2026, “Our Power, Our Planet”, punta sulla mobilitazione civica come risposta ai “rollback” ambientali dell’era Trump. Sono attesi eventi in oltre 192 paesi, da marce a teach-in nelle scuole. Phys.org
2. La guerra in Iran fa tornare di moda i biocarburanti di prima generazione
Il conflitto ha interrotto circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas, tipicamente transitate dallo Stretto di Hormuz. I prezzi del greggio sono saliti di oltre il 30% rispetto alla fine di febbraio, mentre il mais – ingrediente chiave dei biocarburanti di prima generazione – è cresciuto solo del 5%. Il Vietnam ha annunciato il passaggio completo alla benzina miscelata con etanolo, mentre l’Indonesia porterà il tasso di miscelazione del biodiesel al 50%. US news
3. L’Europa presenta oggi il piano “AccelerateEU”
La Commissione europea presenta oggi, 22 aprile, il piano “AccelerateEU”, che include un nuovo tentativo di ridurre le tasse sull’elettricità per incentivare la transizione lontana dal petrolio e dal gas, secondo una bozza del documento visionata da Bloomberg News.Il piano arriva mentre i prezzi del gas europeo sono saliti di oltre il 70% dall’inizio del conflitto in Iran: la Commissione punta a elettrificare l’economia come risposta strutturale alla dipendenza dai fossili. Bloomberg
21 aprile
1. Il “Nobel Verde” 2026 va a sei donne: tutte attiviste ambientali
I sei premi Goldman per l’ambiente 2026 sono stati assegnati ieri, 20 aprile, in una cerimonia a San Francisco. Per la prima volta in 37 anni di storia del premio, tutte le vincitrici sono donne: Iroro Tanshi (Nigeria), Borim Kim (Corea del Sud), Sarah Finch (Regno Unito), Theonila Roka Matbob (Papua Nuova Guinea), Alannah Acaq Hurley (USA) e Yuvelis Morales Blanco (Colombia). Le vincitrici hanno fermato miniere, vinto battaglie legali sul clima e protetto specie a rischio. Mongabay
2. Il prezzo del petrolio torna sopra $100 dopo il fallimento dei colloqui USA-Iran
Il prezzo del petrolio è schizzato di oltre il 7%, tornando sopra i 100 dollari al barile lunedì scorso, dopo che i colloqui di pace USA-Iran sono naufragati e Trump ha ordinato il blocco navale dei porti iraniani, riferisce BBC News. Nel frattempo, l’analisi del Centro per la Ricerca sull’Energia e l’Aria Pulita (CREA) ha rilevato che la generazione elettrica globale da combustibili fossili è calata nel primo mese dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, compensata da un balzo del 14% del solare e dell’8% dell’eolico. Carbon Brief
3. I negazionisti del clima “ora sono al comando”: la conferenza di Heartland con il capo dell’EPA
Il 9 aprile scorso, Lee Zeldin, amministratore dell’EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale) nominato da Trump, ha tenuto il discorso inaugurale alla 16ª Conferenza Internazionale sul Clima organizzata dall’Heartland Institute, think tank conservatore noto per decenni di campagne di disinformazione scientifica, già difensore dell’industria del tabacco. È la prima volta in assoluto che un amministratore dell’EPA prende la parola a un evento di questo istituto. Zeldin ha celebrato l’abrogazione dell'”endangerment finding” del 2009 – la base scientifica e legale che per 16 anni aveva consentito al governo federale di regolamentare le emissioni di gas serra da centrali elettriche, veicoli e altri settori – dichiarando: “Oggi è un momento di celebrazione, è un giorno per festeggiare la nostra riabilitazione.” Alla conferenza, i sostenitori di Zeldin lo hanno esplicitamente esortato a restare all’EPA, temendo che una sua promozione a procuratore generale dello Stato – ipotesi circolante dopo la rimozione di Pam Bondi – potesse rallentare l’agenda di smantellamento delle regole ambientali. La storica della scienza Naomi Oreskes, interpellata dal Guardian, ha commentato: “Vent’anni fa sarebbe stato scioccante per un amministratore dell’EPA prendere sul serio un gruppo di persone le cui posizioni sono così palesemente in contrasto con tutte le prove scientifiche. Ma essenzialmente, i negazionisti del clima sono ora al comando.” Gli ambientalisti hanno denunciato la presenza di Zeldin davanti al gruppo conservatore, accusandolo di “radunare i negazionisti del clima” in un momento in cui il cambiamento climatico sta creando rischi crescenti di eventi meteo estremi, tra cui uragani più forti, alluvioni più pericolose e incendi più intensi. La conferenza è stata interrotta da attivisti del gruppo Climate Defiance, che hanno definito la diffusione della negazione climatica tra i giovani “disinformazione che non resterà impunita”. The Guardian
20 aprile
1. La Colombia convoca la “coalizione dei volenterosi” per rompere lo stallo sui combustibili fossili
Quarantasei paesi, tra cui grandi produttori di petrolio, carbone e gas come Canada, Australia, Brasile e Norvegia, hanno confermato la partecipazione al primo vertice mondiale sull’uscita dai combustibili fossili, che si terrà nella città portuale colombiana di Santa Marta dal 24 al 29 aprile. L’obiettivo è rafforzare una coalizione internazionale di nazioni impegnate a porre fine alla dipendenza da petrolio, carbone e gas naturale. The Guardian
2. UK eliminerà la carbon tax sulle centrali a gas per tagliare le bollette
Il governo britannico eliminerà la tassa sul carbonio applicata ai generatori a gas e all’industria, nel tentativo di ridurre le bollette energetiche pur continuando a decarbonizzare la rete elettrica. La misura, il Carbon Price Support, sarà abolita dall’aprile 2028. In un discorso alla Camera dei Comuni del 16 aprile 2026, il governo ha dichiarato che la politica introdotta nel 2013 “ha fatto il suo lavoro” e non è più necessaria nell’attuale contesto energetico. Bloomberg
3. In Kenya via libera alla class action contro BP per rifiuti tossici degli anni ’80
L’Alta Corte del Kenya ha stabilito che una class action contro la multinazionale petrolifera BP può procedere, accusando l’azienda di aver smaltito rifiuti tossici per decenni durante le esplorazioni petrolifere degli anni ’80, contaminando le acque potabili nel Kenya settentrionale. Il caso rappresenta un precedente significativo per la responsabilità delle grandi compagnie petrolifere nei paesi in via di sviluppo. Mongabay
17-18-19 aprile PAUSA
16 aprile
1. I mercati delle previsioni meteo e climatiche diventano un fenomeno finanziario
I mercati delle previsioni meteo e climatiche stanno guadagnando slancio, attirando partecipanti comuni, esperti e aziende tecnologiche intente a testare i propri modelli. Strumenti finanziari legati agli eventi climatici estremi si stanno moltiplicando. Un segnale che la crisi climatica è sempre più percepita come rischio sistemico quantificabile, con implicazioni per le assicurazioni e la gestione del rischio a livello globale. Bloomberg
2. Il commercio di animali selvatici amplifica i rischi di pandemia
Il commercio globale di animali selvatici – una vasta industria che comprende animali esotici come animali domestici, caccia ai trofei, materiali usati nella moda e altro ancora – sta amplificando la trasmissione di agenti patogeni dagli animali agli esseri umani, secondo quanto pubblicato in una nuova ricerca. Lo studio rivela che le specie animali commerciate hanno una probabilità 1,5 volte maggiore di condividere virus, batteri o parassiti con gli esseri umani rispetto alle specie non commerciate. Ogni decennio in cui una specie è presente nel mercato aggiunge in media un agente patogeno condiviso con gli esseri umani. Gli esperti avvertono che è solo questione di tempo prima che il prossimo focolaio venga innescato dal commercio globale di fauna selvatica. Washington Post
3. 60 paesi, quasi 200 misure di emergenza energetica dall’inizio della guerra
Dall’inizio della guerra in Iran a fine febbraio almeno 60 paesi hanno annunciato quasi 200 misure di emergenza per il risparmio energetico. Circa 30 nazioni, dalla Norvegia allo Zambia, hanno tagliato le tasse sui carburanti per aiutare le famiglie in difficoltà, mentre alcune – tra cui Giappone, Italia e Corea del Sud – hanno scelto di aumentare il ricorso al carbone, almeno nel breve periodo. Carbon Brief
15 aprile
1. IEA: crolla la domanda globale di petrolio
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha tagliato drasticamente le previsioni sulla domanda mondiale di petrolio, che ora si prevede in calo di 80.000 barili al giorno nel 2026. Attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran hanno causato la più grande interruzione della fornitura di petrolio nella storia, con 10,1 milioni di barili al giorno persi a marzo. Al Jazeera
2. Global Energy Outlook 2026: fallito l’obiettivo di 1,5°C
Un decennio dopo l’Accordo di Parigi del 2015, che aveva articolato l’obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5°C, è ormai chiaro che raggiungere questo traguardo non è più possibile. I leader mondiali si sono concentrati sempre più sulla sicurezza energetica e sull’accessibilità economica, relegando il cambiamento climatico a priorità di secondo livello in molti casi. Newsbusters
3. La crescita delle energie rinnovabili sfida Trump negli USA
Da quando si è insediato all’inizio del 2025, Donald Trump ha fatto della promozione dei combustibili fossili un pilastro della sua politica interna ed estera. Sorpende quindi che lo scorso anno le aziende elettriche statunitensi hanno generato una quantità record di elettricità da fonti rinnovabili. Circa il 26% dell’energia elettrica del paese proveniva da rinnovabili, quota sufficiente ad alimentare 108 milioni di abitazioni per un intero anno. Entro la fine del 2025, le energie rinnovabili rappresentavano il 33,2% della capacità su larga scala degli impianti di pubblica utilità, ovvero i progetti energetici progettati per generare elettricità per la rete elettrica piuttosto che per i singoli consumatori. Sebbene il sostegno ai combustibili fossili sia spesso legato alle politiche repubblicane, la Solar Energy Industry Association ha rilevato che gli stati a maggioranza repubblicana, tra cui Texas, Florida e Ohio, hanno rappresentato il 73% della nuova capacità solare aggiunta lo scorso anno. Earth.org
14 aprile
1.Le foreste africane sono diventate fonti di CO₂
Le foreste africane hanno subito un’inversione di rotta allarmante: dopo il 2010 sono passate dall’assorbire carbonio a emetterlo. La ricerca ha accertato che la massiccia deforestazione nelle regioni tropicali ha provocato perdite di biomassa enormi, che superano di gran lunga i guadagni derivanti dalla ricrescita. Lo studio, pubblicato ieri, è opera dell’Università di Leicester. ScienceDaily
2. Ungheria: dopo Orbán, nuove promesse su clima ed energia
La vittoria a valanga di ieri ha portato all’uscita di Viktor Orbán dopo 16 anni alla guida dell’Ungheria. Orbán aveva descritto le ambizioni climatiche dell’UE come una “fantasia utopica” e aveva sostenuto politiche spesso in contrasto con gli obiettivi di emissioni nette zero. Il nuovo partito Tisza ha promesso di porre fine alla dipendenza dall’energia russa entro il 2035 e di raddoppiare la quota di rinnovabili entro il 2040. Tuttavia, nella sua prima conferenza stampa dopo l’elezione, il premier designato Péter Magyar ha dichiarato che il paese continuerà ad acquistare le fonti energetiche più economiche, incluse quelle russe. Euronews
3. Il programma globale di crediti di carbonio rischia di premiare comportamenti scorretti
Un quadro di riferimento sostenuto dalle Nazioni Unite per la protezione delle foreste tropicali potrebbe consentire ai governi di ricavare entrate dai crediti di carbonio senza promuovere la conservazione delle foreste. Il punto debole risiede nel modo in cui il programma calcola i valori di riferimento, ovvero il tasso di deforestazione previsto in assenza di interventi. Non vi sono prove che le giurisdizioni aderenti – paesi, stati e province – abbiano colto questa opportunità, ma la struttura degli incentivi favorisce chi lo fa, secondo quanto scoperto dai ricercatori di Yale. Inoltre, penalizza le giurisdizioni che hanno maggiormente bisogno di interventi. Environment Yale
13 aprile
1. L’India si ritira dalla candidatura per il vertice ONU 2028 sul clima
L’India ha ritirato la propria candidatura per ospitare il vertice ONU sul clima del 2028, un colpo al processo diplomatico volto a contrastare il riscaldamento globale nell’ambito dell’Accordo di Parigi. La notizia arriva dopo che Nuova Delhi aveva già presentato obiettivi di riduzione delle emissioni considerati insufficienti, citando la mancanza di adeguati finanziamenti per il clima da parte dei paesi sviluppati. Bloomberg
2. In arrivo un “Super El Niño”?
Gli esperti prevedono che un El Niño più forte del “normale” potrebbe svilupparsi nei prossimi mesi. I forti El Niño non accadono spesso, ce ne sono stati solo cinque dal 1950, con l’ultimo che ha avuto luogo tra il 2015 e il 2016. Un evento di tale intensità, combinato con il riscaldamento già in atto, potrebbe stabilire nuovi record per l’anno più caldo nel 2026 o nel 2027, secondo i ricercatori. La NOAA stima una probabilità del 62% che El Niño si formi tra giugno e agosto 2026. Time
3. La guerra in Iran ridisegna il futuro dell’energia globale
Il conflitto USA-Iran potrebbe alterare fondamentalmente il modo in cui i paesi consumano e producono energia e ostacolare i progressi internazionali nella lotta al cambiamento climatico, secondo un panel di esperti energetici. Il nuovo rapporto di Resources for the Future, intitolato “Global Energy Outlook 2026: How the World Lost the Goal of 1.5°C”, avverte che le emissioni globali di gas serra potrebbero raggiungere il picco solo tra il 2030 e il 2035, con grande incertezza legata alle scelte energetiche dei grandi paesi consumatori. Inside Climate News
12 aprile
1. Ciclone Vaianu colpisce la Nuova Zelanda: evacuazioni e blackout
Il ciclone Vaianu ha colpito l’Isola del Nord della Nuova Zelanda provocando inondazioni, interruzioni di corrente e centinaia di evacuazioni. Le autorità segnalano danni diffusi alle infrastrutture e rischi idrogeologici persistenti. Gli esperti collegano l’intensificazione di questi eventi estremi al riscaldamento degli oceani, sottolineando come le comunità costiere siano sempre più esposte a fenomeni climatici intensi e frequenti. Reuters
2. Elezioni in Perù: si parla poco di contrasto all’estrazione mineraria illegale
I peruviani si recano oggi alle urne (domenica) per eleggere un nuovo presidente e il Congresso, ma l’estrazione mineraria illegale, una delle principali cause di deforestazione e inquinamento da mercurio, ha ricevuto poca attenzione durante la campagna elettorale, nonostante si stia diffondendo sempre più in Amazzonia e nei territori indigeni. AP news
3. L’Argentina approva disegno di legge che allenta le misure di protezione dei ghiacciai
Il Congresso argentino ha approvato il disegno di legge del presidente Milei che indebolisce le norme a tutela dei ghiacciai per agevolare investimenti minerari per 30 miliardi di dollari, principalmente in progetti di estrazione di rame, oro e argento. Gruppi ambientalisti, tra cui Greenpeace, stanno pianificando azioni legali collettive, sostenendo che la riforma minaccia la sicurezza idrica nelle regioni aride e nei fragili ecosistemi montani, nonostante le preoccupazioni dell’opinione pubblica. Il nuovo quadro normativo restringe le tutele previste dal divieto di estrazione mineraria del 2010, proteggendo solo i ghiacciai con “specifiche funzioni idrologiche”, in un contesto in cui i cambiamenti climatici accelerano il ritiro dei ghiacciai. Los Angeles Times
11 aprile
1. AI boom e carbone: aria più inquinata negli Stati Uniti
L’espansione dei data center legati all’intelligenza artificiale sta rallentando i progressi sulla qualità dell’aria negli Stati Uniti. Secondo Reuters, la crescente domanda di energia ha riportato in funzione centrali a carbone, aumentando emissioni e inquinamento in alcune aree urbane già vulnerabili. Il fenomeno evidenzia una contraddizione emergente tra innovazione tecnologica e obiettivi climatici, con impatti sanitari diretti sulle comunità più esposte. Reuters
2. Argentina allenta le tutele sui ghiacciai per favorire il mining
Il Parlamento argentino ha approvato una riforma che facilita attività minerarie anche in aree glaciali protette. La decisione ha sollevato forti critiche da ambientalisti e scienziati, che temono impatti irreversibili su riserve idriche strategiche. Il provvedimento mette in evidenza il conflitto tra sfruttamento delle risorse e tutela degli ecosistemi in un contesto di crescente scarsità idrica globale. Reuters
3. Pinguini imperatore a rischio dopo morie di massa
Eventi di mortalità su larga scala tra i pulcini di pinguino imperatore stanno mettendo a rischio la sopravvivenza della specie. La fusione precoce del ghiaccio marino compromette le aree di nidificazione, con effetti devastanti sulla riproduzione. Il fenomeno è indicato come uno dei segnali più evidenti della crisi climatica sugli ecosistemi polari. The Guardian
10 aprile
1. La carenza di gasolio, causata dalla guerra, colpisce gli agricoltori del Bangladesh
La crisi energetica scatenata dalle tensioni nel Medio Oriente sta causando un’impennata dei prezzi del diesel in Bangladesh, proprio quando gli agricoltori affrontano la stagione delle semine. I costi elevati dei carburanti per macchinari agricoli rallentano la preparazione dei campi e rischiano di ridurre raccolti e redditi, in un Paese vulnerabile alla sicurezza alimentare e agli impatti climatici. Reuters
2. La moria di massa di uccelli marini è un segnale d’allarme per gli ecosistemi artici
Dopo la morte di migliaia di uccelli marini migratori a causa delle tempeste di quest’inverno, resta da vedere quanti riusciranno a tornare nell’Artico quest’estate. I cosiddetti “naufragi” evidenziano la necessità di un approccio basato sulle rotte migratorie per la gestione degli uccelli marini. Arctic Council
3. Le Hawaii potrebbero dover affrontare nuove inondazioni
“L’allerta alluvioni è in vigore in tutto lo stato da mercoledì mattina a venerdì pomeriggio, ora locale, per la regione ancora in fase di ripresa dalle ultime tempeste. Il terreno ancora saturo d’acqua comporta un elevato rischio di impatti, con possibilità di frane, chiusure stradali e danni alle proprietà”. Washington Post
9 aprile
1. Le ondate di calore stanno già superando i limiti umani
Una nuova ricerca pubblicata su Nature Communications rivela che ondate di calore recenti hanno già creato condizioni “non sopravvivibili” per gli esseri umani in alcune città, dove umidità e temperatura superano limiti fisiologici di sopravvivenza, soprattutto per persone anziane. L’analisi storica di sei eventi estremi tra il 2003 e il 2024 mostra come modelli tradizionali sottovalutino i rischi reali per la salute pubblica, indicando che con l’intensificarsi del riscaldamento globale eventi non sopravvivibili diventeranno più frequenti e diffusi, richiedendo strategie urgentissime di adattamento e mitigazione. The Guardian
2. La Turchia punta sullo stoccaggio di energia tramite batterie
In risposta alla crisi energetica globale e alla volatilità dei combustibili fossili, la Turchia ha approvato oltre 33 GW di capacità di accumulo a batteria dalla rete dal 2022, superando Germania e altri Paesi UE. La spinta verso l’energia immagazzinata punta a stabilizzare la rete di fronte alle interruzioni dei flussi di gas e petrolio e a sostenere la transizione verso energie rinnovabili. Esperti vedono questa mossa come parte di un più ampio ripensamento delle infrastrutture energetiche in un contesto di incertezza geopolitica e climatica. The Guardian
3. Pressione sulle big tech in merito al consumo di acqua ed energia
Grandi investitori stanno esercitando pressioni su Amazon, Microsoft e Google per ottenere dati più chiari su consumo idrico ed energetico dei loro data centre negli Stati Uniti. Nonostante gli impegni di ridurre le emissioni entro il 2030, diverse società hanno visto aumentare l’uso di risorse idriche, con implicazioni per ecosistemi vulnerabili. L’appello degli azionisti sottolinea che la trasparenza su uso idrico ed energetico è fondamentale per valutare i rischi climatici e ambientali a lungo termine. Reuters
8 aprile
1. Iran: il cessate il fuoco potrebbe alleviare stress sui mercati energetici
Un accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ha fatto scendere i prezzi del petrolio e sollevato i mercati energetici globali. L’interruzione del traffico nel corridoio marittimo chiave aveva spinto in alto i costi dell’energia, mettendo pressione su inflazione e catene di approvvigionamento. L’accordo non elimina le incertezze strutturali sul lungo termine per l’offerta energetica mondiale. Reuters
2. L’espansione del biodiesel in Malaysia pone grossi dubbi sulla transizione energetica
La Malesia, secondo produttore mondiale di olio di palma, ha annunciato piani per ampliare gradualmente il programma B20 di biodiesel nazionale, considerando la sensibilità dei prezzi dell’olio di palma e della benzina. La spinta verso biocarburanti è incoraggiata dal contesto dei prezzi petroliferi elevati, ma pone sfide per la sostenibilità ambientale, considerando le criticità legate alla produzione di palma e alla deforestazione. Reuters
3. Conservazione della fauna selvatica nel Congo: tra conflitti e natura
In Repubblica Democratica del Congo, Dominique Bikaba guida iniziative di protezione per gorilla e comunità locali in un contesto segnato da guerre e instabilità. La storia mette in evidenza la connessione tra conflitti umani e perdita di biodiversità, con santuari e popolazioni indigene che affrontano minacce crescenti dovute all’espansione di insediamenti e distruzione degli habitat naturali. The Guardian
7 aprile
1. Trump propone tagli drastici alla scienza USA: -55% a NSF ed EPA, eliminati programmi clima
Per il secondo anno consecutivo, il presidente Trump ha proposto tagli significativi ai budget dei principali enti scientifici federali statunitensi. I tagli più profondi riguarderebbero la National Science Foundation (NSF) e l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA): i budget di entrambe cadrebbero di oltre il 50% nel 2027 rispetto ai livelli attuali. Il budget per il National Institutes of Health subirebbe un calo del 13%. Il piano dell’EPA prevede un taglio di 1,6 miliardi di dollari alla NOAA – accusata di “finanziare sforzi per radicalizzare gli studenti contro i mercati” – eliminando il suo Ufficio di Ricerca Oceanica e Atmosferica. Eliminato anche il programma da 4 miliardi per l’assistenza energetica alle famiglie a basso reddito. Nature
2. Cinque Paesi UE chiedono una windfall tax sulle aziende energetiche
I ministri delle finanze di Spagna e altri quattro Paesi europei stanno esortando l’Unione Europea a imporre una tassa sulle plusvalenze delle compagnie energetiche, preoccupati che il balzo dei prezzi del petrolio e del gas causato dalla guerra in Iran alimenti l’inflazione e pesi sulle famiglie. Il ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo ha confermato che i suoi omologhi di Germania, Italia, Portogallo e Austria hanno firmato una lettera alla Commissione Europea citando “distorsioni di mercato” causate dal picco dei prezzi. Il Brent ha già superato i 100 dollari al barile, rispetto ai 70 dollari precedenti agli attacchi militari statunitensi e israeliani contro l’Iran. Il chief economist della Triodos Bank ha definito le windfall taxes “una scelta ovvia” quando una crisi genera profitti eccezionali per i produttori fossili a diretto scapito delle famiglie. CNBC
3. IRENA: nel 2025 il mondo ha aggiunto 692 GW di rinnovabili, record storico
Le rinnovabili hanno rappresentato quasi la metà della capacità elettrica globale installata entro la fine del 2025, secondo nuovi dati dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA). Il 2025 ha visto il più grande aumento mai registrato di capacità di energia rinnovabile, un incremento annuo del 15,5%, ovvero 692 gigawatt (GW) di capacità aggiuntiva. Le rinnovabili hanno rappresentato l’85,6% di tutta la nuova capacità elettrica aggiunta a livello mondiale. L’energia solare ha dominato la crescita del 2025, aggiungendo 511 GW, circa tre quarti di tutta la nuova capacità rinnovabile. L’eolico ha seguito con 159 GW di nuova capacità. Insieme, solare ed eolico hanno rappresentato il 96,8% di tutte le nuove aggiunte rinnovabili dell’anno. Earth.Org
6 aprile
1. L’Unione Europea valuta una tassa sui profitti record delle compagnie energetiche
Cinque paesi dell’UE – Germania, Italia, Spagna, Portogallo e Austria – hanno scritto alla Commissione Europea chiedendo un windfall tax sulle maxi-rendite delle aziende energetiche. L’obiettivo dichiarato è utilizzare i proventi per sostenere i consumatori colpiti dall’impennata dei prezzi energetici esplosa dopo la crisi in Medio Oriente, oltre a mandare un segnale politico sulla distribuzione degli oneri nella transizione energetica. Reuters
2. Nuove trivellazioni nel Mare del Nord ridurrebbero di poco le importazioni di gas del Regno Unito
Una nuova ricerca mostra che l’apertura di grandi giacimenti nel Mare del Nord (Jackdaw, Rosebank) ridurrebbe di pochissimo la dipendenza del Regno Unito dal gas importato, sollevando interrogativi su costi, sicurezza energetica e coerenza con gli obiettivi climatici. The Guardian
3. Le case in Fracia crollano per la crisi climatica
L’Agenzia Europea per l’Ambiente stima che circa 10,4 milioni di abitazioni in Francia si trovino in zone a rischio “medio” o “alto”. Ciò rappresenta circa il 50% del parco abitativo indipendente del Paese. Il fenomeno, legato alla desertificazione e ai cicli di siccità sempre più intensi provocati dal cambiamento climatico, sta causando crepe strutturali nelle fondamenta, con costi di manutenzione e riparazione miliardari che gravano su proprietari e assicuratori. The Times of India
5 aprile
1. La “corsa all’oro nero” nel Bacino amazzonico: indigeni divisi tra speranza e paura
Oiapoque è stata trasformata in una base operativa per la trivellazione in acque ultra-profonde nell’Oceano Atlantico da parte di Petrobras, la compagnia petrolifera controllata dallo Stato brasiliano. La città al confine settentrionale del Brasile rappresenta una delle probabili nuove frontiere energetiche del Paese. Il Piano aziendale 2026-2030 di Petrobras prevede 2,5 miliardi di dollari di investimenti nel Margine Equatoriale e la trivellazione di 15 nuovi pozzi. Tuttavia, prima che il petrolio arrivi, la città sta già cambiando: oltre 800 permessi di costruzione, affitti alle stelle, scuole sovraffollate e infrastrutture inadeguate sono già parte della realtà. The Guardian
2. Trump elimina l’EPA Endangerment Finding: 24 stati fanno causa
L’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente ha emesso una norma che revoca la dichiarazione governativa del 2009 nota come “endangerment finding”, il fondamento legale di quasi tutta la regolamentazione climatica ai sensi del Clean Air Act. Questo provvedimento dell’era Obama aveva determinato che anidride carbonica e altri gas serra mettono a rischio la salute pubblica, ed era usato per giustificare normative sui veicoli e sulle centrali elettriche. L’amministrazione Trump ha definito la revoca “la singola azione deregolamentare più ampia nella storia degli Stati Uniti”. Intanto 24 stati americani e numerose città hanno presentato ricorso per bloccarne gli effetti. Euronews
3. Prezzi del cibo alle stelle a Pasqua: la crisi climatica e la guerra in Iran colpiscono le tavole europee
Il costo del cambiamento climatico si fa sentire nelle case degli europei proprio a Pasqua. I prezzi della carne in Europa continentale sono aumentati di oltre il 20% in alcune nazioni. Il combinato disposto della crisi climatica che distrugge i raccolti e della guerra in Iran che fa impennare il costo dei fertilizzanti e dell’energia ha gonfiato i listini alimentari in tutto il continente, rendendo evidente come gli effetti della crisi climatica non siano più una prospettiva futura ma una realtà concreta che si misura alla cassa del supermercato. Euronews
4 aprile
1. Inondazioni in Afghanistan e Pakistan: almeno 45 morti
Piogge intense che hanno causato gravi inondazioni e frane hanno ucciso almeno 45 persone in Afghanistan e Pakistan nell’arco di cinque giorni, hanno dichiarato le autorità. La National Disaster Management Authority dell’Afghanistan ha comunicato che 28 persone sono state uccise nelle inondazioni e 49 ferite, con oltre 100 case distrutte. La maggior parte dei decessi in Afghanistan è stata registrata nelle province centrali e orientali, tra cui Parwan, Maidan Wardak, Daikundi e Logar. “In totale, 1.140 famiglie sono state colpite”, ha dichiarato l’autorità. Le Nazioni Unite elencano sia il Pakistan che l’Afghanistan tra i paesi particolarmente vulnerabili ai periodi di condizioni meteorologiche estreme e al cambiamento climatico. Entrambi i paesi sono stati colpiti da una serie di catastrofi naturali negli ultimi anni, tra cui terremoti devastanti e alluvioni che hanno ucciso centinaia di persone. Al Jazeera
2. La guerra in Iran spinge le compagnie aeree in stato di emergenza
Prima della guerra USA-Israele all’Iran, l’industria aerea globale aveva previsto profitti record di 41 miliardi di dollari per il 2026. Ma con il prezzo del carburante per aerei più che raddoppiato si cerca disperatamente di far fronte alla situazione. Compagnie aeree che vanno da Air New Zealand a Vietnam Airlines hanno iniziato a tagliare i voli. Korean Air sta passando a una “modalità di gestione dell’emergenza” per far fronte alla carenza di carburante. E il presidente delle Filippine Ferdinand Marcos ha affermato che bloccare gli aerei è una “possibilità concreta”. La Cina ha vietato le esportazioni di carburante per aerei per proteggere le proprie riserve mentre pensa alla possibilità di usare lo spazio aereo russo per aggiungere voli verso l’Europa. CNN
3. L’UE modifica il mercato del carbonio per contenere i prezzi dell’energia
L’Unione Europea ha proposto un aggiustamento limitato al suo programma di scambio delle emissioni di carbonio per limitare l’impatto dei costi delle emissioni sulle bollette energetiche in forte aumento, impegnandosi a essere flessibile per evitare di gravare eccessivamente sull’industria durante la transizione verso tecnologie più pulite. I prezzi dell’energia sono in cima all’agenda politica del blocco, mentre le preoccupazioni per il suo declino di competitività rispetto a Cina e USA sono state acutizzate dalle tensioni in Medio Oriente. La Commissione europea ha offerto di rendere più flessibili i controlli sull’offerta nel Sistema di scambio delle emissioni dell’UE e ha proposto concessioni sui permessi gratuiti di carbonio per l’industria pesante. Bloomberg
3 aprile
1. La deforestazione in Indonesia è aumentata del 66% nel 2025: inversione storica
La deforestazione in Indonesia è aumentata nel 2025 del 66% rispetto all’anno precedente, segnando una brusca inversione di tendenza dopo diversi anni di calo, secondo nuovi dati dell’ONG Auriga Nusantara. Solo nella Papua meridionale, lo sviluppo di piantagioni di riso legato al programma governativo ha distrutto 5.934 ettari di foresta entro ottobre 2025, mentre un progetto separato di canna da zucchero ha spianato 15.643 ettari entro gennaio 2026. Con la Papua che ospita ancora circa 28 milioni di ettari di foresta intatta – la più grande rimasta in Indonesia – i gruppi di conservazione affermano che la regione vive una situazione critica per la biodiversità globale. Il presidente Prabowo ha difeso l’espansione delle piantagioni di palma da olio, affermando che “le palme da olio sono alberi”, suscitando le proteste degli ambientalisti. Mongabay
2. 46 Paesi confermano la partecipazione al summit sull’uscita dai combustibili fossili in Colombia
Quarantasei Paesi, inclusi importanti produttori di petrolio, hanno confermato la partecipazione al summit sull’eliminazione progressiva dei combustibili fossili che si terrà in Colombia nel mese di aprile, secondo Climate Home News. Il summit si tiene in un momento di crescente attenzione alla dipendenza dai combustibili fossili scatenata dalla guerra in Iran, che ha convinto anche governi tradizionalmente scettici sulla transizione energetica. La Germania sta nel frattempo valutando il riavvio di impianti a carbone tenuti in riserva, mentre l’Italia ha già approvato il rinvio della chiusura delle centrali a carbone al 2038. Bloomberg ha tuttavia commentato che “qualsiasi ritorno al carbone nel 2026 sarà di breve durata”. Carbon Brief
3. Il Vietnam e la crisi: la guerra in Iran come “tipping point” per la transizione
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha dichiarato che “questa ultima guerra in Medio Oriente ha reso chiaro che la transizione energetica – ovvero il grande passaggio alle energie rinnovabili – non è più un compito nazionale e storico che può essere rimandato”. Continuare a dipendere dai combustibili fossili importati, ha avvertito, “rende il futuro molto pericoloso”. Gli analisti energetici sottolineano che il Vietnam, dove era prevista la costruzione del più grande impianto a GNL del Paese, rappresenta “il segnale forse più concreto finora che il GNL ha perso terreno come combustibile di transizione per le economie asiatiche”. Il Pakistan, che ora genera circa il 30% della sua energia da rinnovabili (contro solo il 3% nel 2020) e ha importato 41 GW di pannelli solari dalla Cina dal 2023, è riuscito a evitare oltre 12 miliardi di dollari di importazioni di petrolio e gas tra il 2021 e il febbraio 2026. The New Republic
2 aprile
1. L’IEA avverte: aprile sarà peggio, riserve petrolifere esaurite
Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, Fatih Birol, ha dichiarato che il mese di aprile sarà peggiore di marzo per le forniture energetiche globali. In marzo, alcune navi cisterna cariche di petrolio e gas erano già in transito prima dell’inizio della guerra e stanno ancora raggiungendo i porti. “Ad aprile non arriverà nulla. La perdita di petrolio in aprile sarà il doppio di quella di marzo. In molti Paesi potrebbe presto scattare il razionamento dell’energia”. Birol ha definito la crisi energetica scatenata dalla guerra tra USA e Iran la peggiore della storia, superiore alle crisi petrolifere degli anni ’70 e all’impatto della guerra Russia-Ucraina del 2022. CNBC
2. Le migrazioni dei pesci d’acqua dolce stanno crollando: -81% in 50 anni
Un’ampia valutazione globale presentata alla COP15 della Convenzione sulle Specie Migratrici in Brasile avverte che le migrazioni dei pesci d’acqua dolce sono tra le più minacciate al mondo. Le popolazioni di pesci d’acqua dolce migratori sono diminuite di circa l’81% dal 1970. Queste specie dipendono da fiumi lunghi e connessi, ma dighe e pressioni umane stanno tagliando le loro rotte. Centinaia di specie necessitano ora di una protezione internazionale coordinata e il loro declino minaccia la sicurezza alimentare di centinaia di milioni di persone. Il rapporto identifica 325 specie di pesci d’acqua dolce migratori come candidate ad azioni di conservazione internazionale coordinate, con una crisi particolarmente grave in Asia, dove le popolazioni di “megafish” migratori d’acqua dolce sono diminuite di oltre il 95% dal 1970. I bacini fluviali prioritari includono l’Amazzonia, il Danubio, il Mekong e il Nilo. ScienceDaily
3. La guerra in Iran risveglia l’Europa: boom di pannelli solari, pompe di calore e auto elettriche
L’azienda tedesca di energie rinnovabili Enpal riferisce che le richieste di pannelli solari e pompe di calore sono aumentate di circa il 30% dall’inizio della guerra USA-Israele contro l’Iran, mentre la società solare 1KOMMA5° ha registrato un quasi raddoppio dell’interesse. Nel Regno Unito, E.ON ha rilevato un aumento del 23% dell’interesse per il solare tra il 23 febbraio e il 1° marzo, con un’ulteriore impennata del 63% nella settimana successiva. I prezzi del gas europeo (benchmark TTF olandese) sono saliti di circa il 70%. Il mese di marzo 2026 si avvia a essere il maggiore aumento mensile dei prezzi del gas europeo dal settembre 2021. Un’analisi dell’Università di Oxford ha rilevato che un Regno Unito alimentato interamente da energie rinnovabili potrebbe far risparmiare alle famiglie fino a 441 sterline l’anno sulle bollette energetiche, contro i soli 16-82 sterline che deriverebbero da un’estrazione massima di petrolio e gas dal Mare del Nord. euronews
1 aprile
1. India 2035: il taglio delle emissioni non basta
Dopo il ritiro degli USA dall’azione climatica sotto Trump e un insieme di obiettivi timidi dalla Cina, l’attenzione si era concentrata sull’India – il terzo maggiore inquinatore mondiale – nella speranza di un nuovo slancio globale per la riduzione delle emissioni. La strategia verde rivista fino al 2035, approvata dal gabinetto del primo ministro Narendra Modi, delinea invece un approccio cauto alla riduzione dell’inquinamento e alla diminuzione della dipendenza dai combustibili fossili, limitando le prospettive di progresso nel prossimo decennio tra i tre Paesi che insieme coprono quasi la metà di tutte le emissioni globali. Il piano è stato modellato da “un panorama globale in rapida evoluzione segnato da un’inversione delle politiche climatiche nel Nord globale, misure commerciali unilaterali legate al clima e una guerra in Medio Oriente”, ha dichiarato un esperto del think tank Council on Energy, Environment and Water di Nuova Delhi. Cresce la consapevolezza che “la sicurezza e i prezzi dell’energia non possono essere dati per scontati”. Bloomberg
2. Crisi energetica globale: lo Stretto di Hormuz e la corsa alle rinnovabili
Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, Fatih Birol, ha definito il blocco delle forniture di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz “la più grande minaccia alla sicurezza energetica globale della storia”. Nel frattempo, le rinnovabili britanniche hanno raggiunto un record storico di produzione, contribuendo ad attenuare l’impatto della guerra in Medio Oriente sui prezzi dell’energia. Il governo del Regno Unito ha annunciato l’obbligo di pannelli solari e pompe di calore per tutte le nuove abitazioni dal 2028, definendolo un “raddoppio dell’impegno nell’energia pulita” in risposta al conflitto iraniano.
Carbon Brief ha pubblicato un fact-check sul tema che smonta nove affermazioni false o fuorvianti sulle bollette domestiche, sulle emissioni e sulla sicurezza energetica legata all’aumento delle trivellazioni nel Mare del Nord, un dibattito rilanciato dalla leader dell’opposizione conservatrice Kemi Badenoch. La Germania ha nel frattempo svelato un piano per raggiungere il suo obiettivo climatico 2030. Carbon Brief
3. Italia rinvia la chiusura delle centrali a carbone
L’Italia si appresta a posticipare al 2038, 13 anni oltre rispetto a quanto originariamente previsto, la chiusura definitiva delle sue centrali elettriche a carbone, secondo un disegno di legge approvato martedì dalla Camera dei Deputati. Questa mossa segnala la volontà del governo di destra della Primo Ministro Giorgia Meloni di ridimensionare le politiche anti-cambiamento climatico di fronte alle crescenti sfide all’approvvigionamento energetico innescate dal conflitto in Iran. Reuters
31 marzo
1. L’Asia rilancia il carbone
Le economie asiatiche stanno riattivando le centrali a carbone e aumentando la produzione per rafforzare l’approvvigionamento energetico, poiché i timori di una guerra prolungata in Medio Oriente aumentano la minaccia di interruzioni a lungo termine nei flussi di petrolio e gas. La regione è leader mondiale nelle importazioni di gas naturale liquefatto, principalmente da parte di Cina, Giappone, Corea del Sud e India, e molti paesi asiatici dipendono fortemente dallo Stretto di Hormuz , la vitale via navigabile del Golfo, il cui traffico marittimo si è quasi completamente bloccato da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran. Financial Times
2. India taglia le tasse sui carburanti per proteggere i consumatori
L’India ha abbassato le tasse sui carburanti nel tentativo di proteggere i consumatori dall’aumento dei prezzi energetici globali causati dalla guerra USA-Israele contro l’Iran. Il ministro del petrolio Hardeep Singh Puri ha dichiarato che le autorità sono state costrette a scegliere tra aumentare drasticamente i prezzi del carburante o “subire un colpo alle proprie finanze” per proteggere i consumatori. Le accise sulla benzina sono state ridotte da 13 rupie a 3 rupie per litro, mentre la tassa di 10 rupie per litro sul diesel è stata completamente eliminata. Un economista di Emkay Global ha stimato il costo fiscale annualizzato a circa 1.550 miliardi di rupie (16,3 miliardi di dollari). L’India è il terzo maggiore importatore mondiale di greggio. Al Jazeera
3. Gli USA rischiano di arrivare all’uragano senza il principale strumento di pianificazione delle evacuazioni
Lo strumento web HURREVAC – di proprietà della FEMA e gestito dall’Army Corps of Engineers – rischia di diventare inaccessibile a causa della mancata rinnovo dell’accordo interagenzia che ne governa il finanziamento. Il programma consente ai funzionari locali di simulare uragani storici e tempeste future con grande dettaglio, ed è usato da decine di migliaia di comunità costiere. Con l’inizio della stagione degli uragani atlantici a meno di tre mesi, l’ex meteorologo capo del National Weather Service Brian LaMarre ha avvertito che i ritardi nelle esercitazioni di emergenza potrebbero lasciare il Golfo del Messico meno preparato. La FEMA ha smentito affermando che il contratto verrà prorogato, ma LaMarre ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcuna proroga. L’episodio si inserisce nel quadro più ampio dello smantellamento delle capacità di risposta climatica del governo federale americano, con tagli al personale di NOAA, NASA e NWS che stanno progressivamente erodendo la capacità degli USA di monitorare e rispondere agli eventi meteorologici estremi aggravati dal riscaldamento globale. CNN
30 marzo
1. Le emissioni di CO₂ USA dal 1990 al 2020 hanno causato 10.200 miliardi di dollari di danni
Uno studio pubblicato su Nature il 25 marzo ha stimato che le emissioni di CO₂ degli Stati Uniti dal 1990 al 2020 hanno causato 10.200 miliardi di dollari di danni cumulativi entro il 2020, con circa il 30% verificatosi all’interno degli stessi Stati Uniti. Le emissioni della Cina sono state la seconda fonte di danni nel periodo considerato (8,7 mila miliardi di dollari), seguite da quelle dell’UE (6,42 mila miliardi di dollari). I ricercatori hanno affermato che i danni futuri dalle emissioni passate sono almeno un ordine di grandezza più grandi dei danni storici delle stesse emissioni. Lo studio che tratta il tema del “loss anda damage”, quantifica per la prima volta i danni economici attribuibili ai singoli paesi emettitori, e arriva in un momento in cui l’amministrazione Trump ha revocato l’Endangerment Finding dell’EPA, sottolineando ulteriormente la distanza tra scienza e politica negli Stati Uniti. Nature
2. Il ghiaccio artico tocca il minimo storico invernale per il secondo anno consecutivo
Il ghiaccio marino artico si è ridotto al minimo livello invernale mai misurato, pareggiando il record dell’anno precedente, mentre la Terra surriscaldata ha frantumato record di temperatura in tutti i continenti. I livelli del ghiaccio marino artico, specialmente in estate, sono cruciali per il clima terrestre perché senza il ghiaccio che riflette la luce solare, più energia termica entra negli oceani. Il ghiaccio di tutti i tipi intorno ai poli agisce come il frigorifero della Terra. La fauna selvatica come gli orsi polari e le foche dipende anch’essa dal ghiaccio marino. NBC News
3. Germania “incoerente” sulle rinnovabili
Il settore tedesco delle energie rinnovabili ha accusato il governo di non avere un piano coerente per la politica energetica e di seminare incertezza, il che potrebbe rallentare l’espansione dell’energia eolica e solare nel paese. In un momento in cui la Germania sta attraversando quella che si preannuncia come la seconda grande crisi energetica in quattro anni a causa del conflitto in Iran e nella regione circostante, la politica energetica del governo è piena di incongruenze e messaggi contraddittori, ha affermato Ursula Heinen-Esser, presidente della Federazione delle Energie Rinnovabili (BEE). Informazioni trapelate, annunci ufficiali e proposte politiche suggeriscono che “ci troviamo di fronte a un approccio che fa l’opposto di creare maggiore indipendenza energetica e ha un impatto negativo sulle energie rinnovabili”, ha dichiarato Heinen-Esser durante una conferenza stampa congiunta con altri leader del settore a Berlino. Clean Energy Wire
29 marzo
1. Trump blocca due parchi eolici, ma RWE attende il rimborso
L’amministrazione Trump ha raggiunto un accordo per pagare 1 miliardo di dollari alla società energetica francese TotalEnergies per fermare lo sviluppo di due parchi eolici offshore al largo delle coste di New York e North Carolina, dirottando invece gli investimenti verso progetti petroliferi e del gas. (euronews) Secondo il Washington Post, la società tedesca di rinnovabili RWE — che ha pagato oltre 1,2 miliardi di dollari per tre concessioni al largo delle coste di New York, California e del Golfo del Messico — è tra le compagnie che si aspettano di essere rimborsate. “Se non riceviamo mai il diritto di costruire gli impianti, presumo che ci verrà restituito il denaro già pagato. E se necessario, attraverso un’azione legale”, ha dichiarato il CEO di RWE Markus Krebber. Washington Post
2. Le importazioni europee collegate a 112.000 ettari di deforestazione annua
Un’analisi mostra che le importazioni dell’UE sono collegate a 112.000 ettari di deforestazione ogni anno. Il dato emerge nel contesto del dibattito sul regolamento europeo anti-deforestazione (EUDR), già slittato più volte, e sottolinea come l’impronta forestale del consumo europeo rimanga enorme nonostante gli impegni formali assunti dall’Unione. L’analisi evidenzia che le principali commodities responsabili sono soia, olio di palma, carne bovina, cacao, caffè e legno, tutte filiere per cui l’Europa è tra i maggiori importatori mondiali. Carbon Pulse
3. Lo Stretto di Hormuz come “casello autostradale”: l’Iran decide chi passa e chi no
Il blocco de facto dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, in risposta alla guerra USA-Israele, ha causato una delle peggiori crisi energetiche degli ultimi decenni, con esperti che avvertono di una recessione globale imminente. La rotta marittima attraverso cui transita circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas è diventata un potente strumento di leva geopolitica nelle mani di Teheran. Quasi 2.000 navi sono ferme nei pressi del canale, stretto tra l’Iran a nord e Oman e gli Emirati Arabi Uniti a sud. Il parlamento iraniano sta valutando una legge per riscuotere pedaggi dalle navi in transito: “Così come in altri corridoi, quando le merci attraversano un paese si pagano i dazi. Lo Stretto di Hormuz è anch’esso un corridoio. Ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che le navi ci paghino”, ha dichiarato un funzionario. Di fatto, le Guardie della Rivoluzione hanno già istituito un sistema di autorizzazione caso per caso, lasciando passare solo alcune navi indiane, pachistane e cinesi. Al Jazeera
28 marzo
1. Come i paesi africani stanno affrontando le conseguenze della guerra in Iran
Diversi paesi africani hanno adottato misure come la diluizione della benzina e la limitazione del consumo di elettricità per far fronte alla crisi dei carburanti innescata dalla guerra degli Stati Uniti e di Israele all’Iran. Il Sud Sudan ha iniziato a razionare l’elettricità nella sua capitale, Juba, mentre Mauritius ha imposto restrizioni per ridurre gli sprechi, soprattutto nelle aree ad alto consumo energetico. Mentre i governi cercano fonti di carburante alternative e la popolazione teme un aumento dei prezzi, ai fornitori in Etiopia è stato ordinato di dare priorità a settori specifici, mentre lo Zimbabwe sta aumentando il contenuto di etanolo nella sua benzina. BBC
2. FEMA costretto dalla magistratura a riaprire i fondi per la resilienza ai disastri climatici
Negli USA la FEMA (Federal Emergency Management Agency) ha aperto le domande per un importante programma di sovvenzioni per la resilienza che l’agenzia aveva cancellato l’anno scorso, meno di tre settimane dopo che un giudice federale le aveva ordinato di rendere disponibili i fondi. Il programma BRIC (Building Resilient Infrastructure and Communities), azzerato dall’amministrazione Trump come parte del più ampio smantellamento delle politiche climatiche federali, distribuisce fondi a stati e comunità locali per costruire infrastrutture più resistenti a inondazioni, siccità e ondate di calore. La riapertura forzata dal tribunale è l’ennesimo episodio dello scontro tra l’esecutivo e la magistratura federale sullo smantellamento delle politiche ambientali, e arriva in un momento in cui le comunità americane devono fronteggiare una stagione di eventi estremi sempre più intensa, aggravata dalla progressiva riduzione delle risorse federali per la prevenzione. PBS NewsHour
3. L’economia fossile è un castello di carte, la guerra in Iran sta per farlo crollare
La guerra di Trump in Iran è l’incarnazione di tutto ciò che non va nella nostra dipendenza dai combustibili fossili, e sta mettendo in evidenza quanto sia vitale la transizione verso le rinnovabili. In questo editoriale pubblicato oggi, il climatologo Michael Mann – tra i più citati al mondo – argomenta che la crisi energetica in corso non è un evento imprevisto ma la conseguenza prevedibile e inevitabile di decenni di dipendenza da forniture fossili concentrate in zone geopoliticamente instabili. Mann sostiene che ogni dollaro speso per prolungare l’era dei combustibili fossili è un dollaro sottratto alla costruzione di un sistema energetico resiliente, distribuito e immune agli shock geopolitici, e che la guerra in Iran dovrebbe finalmente chiarire questo punto anche ai più scettici. Live Science
27 marzo
1. La scienziata NASA Kate Marvel si dimette: “La scienza è sotto attacco”
Kate Marvel, una delle più note scienziate del clima della NASA, ha rassegnato le dimissioni dalla divisione di ricerca sulla Terra dell’agenzia, citando nella sua lettera di dimissioni gli attacchi dell’amministrazione Trump alla scienza e gli “sconvolgimenti dell’ultimo anno”. “Non mi aspettavo mai che la scienza stessa venisse attaccata, semplicemente perché – come il giornalismo, la storia e persino la migliore arte – è un modo di cercare la verità”, ha scritto nella lettera, vista da Bloomberg e indirizzata a Gavin Schmidt, direttore del Goddard Institute for Space Studies della NASA, e a Ron Miller, il vice-direttore dell’istituto. Marvel è una fisica del clima di alto profilo, autrice del libro Human Nature e autrice principale del Quinto National Climate Assessment degli Stati Uniti. La sua uscita si aggiunge a quella di oltre 10.000 ricercatori con dottorato che, secondo la rivista Science, hanno lasciato il governo federale americano dall’inizio dell’attuale amministrazione. Nel corso dell’ultimo anno, la NASA ha visto dimezzare il suo budget per la scienza, perdere la sede storica del Goddard Institute – sgombrata a maggio 2025 – e bloccare il lavoro sul sesto National Climate Assessment. Bloomberg
2. Ofcom indagherà per la prima volta negazionismo climatico in TV
Secondo quanto riportato dal Guardian, l’Ofcom – il regolatore delle trasmissioni britanniche – aprirà per la prima volta indagini formali su due programmi di TalkTV e TalkRadio per contenuti negazionisti sul clima. Un’indagine riguarda un ospite che aveva dichiarato che il cambiamento climatico “era uno sforzo deliberato per creare falsa ansia su qualcosa che è falso”. In un altro caso, un ospite aveva definito le politiche energetiche del governo laburista “suicide” e basate su “pseudoscienza”. L’Ofcom aveva precedentemente respinto più di 1.000 denunce legate al clima dal 2020 senza aprire indagini. La svolta è arrivata dopo una sfida legale del Good Law Project, sostenuta da oltre 15.000 e-mail di cittadini. The Guardian
3. Estrazione mineraria in alto mare: i negoziati si arenano ancora
L’International Seabed Authority (ISA) ha concluso una riunione di due settimane a Kingston, in Giamaica, senza accordo sul codice per l’estrazione in acque profonde, che “rimane sia incompleto sia profondamente contestato”. Diversi paesi hanno sollevato “lacune scientifiche, ambientali e di governance fondamentali” nelle bozze di regolamento. Sebbene la segretaria esecutiva dell’ISA, Leticia Carvalho, avesse precedentemente dichiarato di sperare che un codice minerario potesse essere finalizzato quest’anno, non ha fornito una nuova scadenza dopo i più recenti negoziati. Nel frattempo, i regolatori federali statunitensi hanno identificato quasi 70 milioni di acri di fondale marino al largo delle Isole Marianne Settentrionali “che potrebbero essere aperti alla concessione mineraria”. Carbon Brief
26 marzo
1. Filippine: emergenza energetica nazionale per la guerra contro l’Iran
Le Filippine hanno dichiarato un’emergenza energetica nazionale a causa della guerra USA-Israele contro l’Iran, che sta provocando interruzioni alle forniture globali di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz. Il paese, fortemente dipendente dalle importazioni di combustibili fossili, è tra i più vulnerabili alle turbolenze energetiche globali. La dichiarazione di emergenza segue l’escalation degli attacchi alle infrastrutture energetiche del Golfo e il blocco dello Stretto, con i prezzi dei carburanti in rapida crescita in tutta la regione asiatica. Le Filippine importano il 90% del loro petrolio dal Medio Oriente. Democracy Now!
2. Washington Post: le Big Tech “vogliono usare le vostre case come centrali elettriche”
L’industria tecnologica ha bisogno di enormi quantità di elettricità. La centrale elettrica più trascurata degli Stati Uniti non è una turbina a gas né un impianto solare: è la vostra casa. L’articolo analizza come i giganti tecnologici stiano cercando di stipulare accordi con i proprietari di abitazioni per accedere a batterie domestiche, pannelli solari e sistemi di riscaldamento/raffreddamento, trasformando le case in una rete diffusa di micro-generatori e accumulatori di energia gestita da remoto, con implicazioni significative per i mercati dell’energia e per la transizione energetica. Washington Post
3. Abbondanza di dati ma poche risposte sulla biodiversità
Per decenni, la conservazione ha fatto affidamento su un atto ingannevolmente semplice: contare. Gli scienziati contano gli uccelli lungo le rotte migratorie, misurano la copertura forestale dai satelliti o tracciano le popolazioni animali attraverso fototrappole. Il Global Biodiversity Information Facility (GBIF) aggiunge centinaia di milioni di registrazioni di specie ogni anno, provenienti da fonti tanto varie quanto le app per il birdwatching e le valutazioni di impatto ambientale. Nuovi strumenti come il DNA ambientale permettono di rilevare le specie da tracce nel suolo o nell’acqua; i sensori acustici possono registrare interi paesaggi sonori, con sistemi di machine learning che identificano automaticamente le specie. Eppure, secondo un articolo recente sui Proceedings of the National Academies of Science, sono necessarie nove trasformazioni radicali nel modo in cui la biodiversità viene misurata per tradurre questa mole di dati in risposte concrete per la conservazione. Mongabay
25 marzo
1. La crisi energetica peggiore della storia secondo l’IEA
Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha avvertito che il mondo si trova ad affrontare una crisi energetica peggiore delle due crisi petrolifere degli anni ’70 e delle conseguenze della guerra in Ucraina messe insieme. Parlando alla National Press Club of Australia a Canberra, Birol ha dichiarato che la stretta energetica provocata dalla guerra USA-Israele contro l’Iran ha superato gli shock del 1973 e del 1979 e la carenza di gas seguita all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. “Questa crisi, allo stato attuale, equivale a due crisi petrolifere e un crollo del gas tutti insieme”, ha affermato. La chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz e gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno ridotto le forniture globali di petrolio di circa 11 milioni di barili al giorno, più del doppio del deficit combinato delle due crisi degli anni ’70. Le forniture di gas naturale liquefatto (GNL) si sono ridotte di circa 140 miliardi di metri cubi, rispetto ai 75 miliardi persi dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Almeno 40 impianti energetici in nove paesi sono stati gravemente danneggiati nel conflitto. “L’economia globale sta affrontando una minaccia enorme, e spero vivamente che questa questione venga risolta al più presto”, ha dichiarato Birol, aggiungendo di essere preoccupato per il fatto che la portata della crisi non sia stata pienamente compresa dai decisori politici nel mondo, motivo che lo ha spinto a parlare pubblicamente di questa situazione. Al Jazeera
2. BHP: la crisi energetica frena la decarbonizzazione
Secondo un alto dirigente di BHP, la più grande compagnia mineraria del mondo, le continue disruzioni energetiche stanno mettendo in secondo piano la decarbonizzazione: la sicurezza delle forniture ha scalzato la riduzione delle emissioni come priorità nelle politiche di molte grandi economie. Bloomberg
3. 23 stati USA fanno causa a Trump sull’Endangerment Finding
Un gruppo di 23 stati americani, guidati da California e New York, ha depositato un ricorso legale contro la revoca dell’EPA “endangerment finding”, la base scientifica e giuridica delle normative federali contro i gas serra, affermando che l’amministrazione Trump ha scelto la strada della negazione climatica. Al Jazeera
24 marzo
1. Australia e Ue siglano un accordo su minerali critici e catene di fornitura
Un nuovo accordo commerciale tra Australia e Unione Europea elimina tariffe sulle esportazioni di minerali critici essenziali per tecnologie pulite, mirando a ridurre la dipendenza da forniture cinesi e sostenere la transizione energetica verde. L’intesa arriva mentre la politica energetica globale è sotto pressione per instabilità geopolitica e volatilità dei prezzi. L’accordo eliminerà oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni di merci dell’UE verso l’Australia, riducendo di 1 miliardo di euro (1,2 miliardi di dollari) all’anno le imposte per le imprese. Si prevede che le esportazioni dell’UE verso l’Australia cresceranno fino al 33% nel prossimo decennio. Reuters
2. TotalEnergies reindirizza investimenti dai parchi eolici offshore ai fossili USA
Nel quadro delle fluttuazioni dei mercati globali dell’energia, TotalEnergies ha annunciato lo spostamento di quasi 1 miliardo di dollari dal lease eolico offshore negli Stati Uniti verso progetti di petrolio e gas, riflettendo le pressioni sulle aziende energetiche di fronte ai rischi conflittuali globali. Reuters
3. I fornitori europei del settore automobilistico si preparano a subire perdite quest’anno
Un quarto dei fornitori europei del settore automobilistico prevede di registrare perdite quest’anno, a testimonianza della crescente pressione su un settore messo a dura prova dall’aumento dei costi e da profondi cambiamenti strutturali. Bloomberg
23 marzo
1. La Terra oltre i limiti: squilibrio energetico ai massimi storici
Un nuovo rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale segnala che il sistema climatico terrestre è sempre più fuori equilibrio. Oltre il 90% del calore in eccesso viene assorbito dagli oceani, che hanno raggiunto livelli record nel 2025. Questo squilibrio energetico – in crescita costante negli ultimi due decenni – alimenta eventi estremi, innalzamento dei mari e impatti su agricoltura e salute. Il dato più allarmante è che ciò che percepiamo in superficie rappresenta solo una minima parte dell’energia accumulata nel sistema climatico globale. The Guardian
2. Eventi estremi e costi economici immediati
L’ondata di caldo negli Stati Uniti sta già producendo effetti economici tangibili: chiusura anticipata di stazioni sciistiche, aumento della domanda energetica e pressione sui sistemi sanitari. Questi impatti mostrano come la crisi climatica non sia più un rischio futuro, ma una realtà che incide direttamente su economie locali e infrastrutture. Il costo degli eventi estremi diventa così una variabile strutturale nei sistemi economici. The Guardian
3. Disuguaglianze globali aggravate dalla crisi dell’acqua
La scarsità idrica colpisce in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili, in particolare donne e ragazze nei Paesi a basso reddito. In molte regioni, la mancanza di accesso all’acqua implica costi sociali elevati, dalla perdita di istruzione ai rischi sanitari. Il cambiamento climatico amplifica queste disuguaglianze, rendendo la crisi dell’acqua anche una questione di giustizia sociale globale. Reuters
22 marzo
1. Scontro nel Regno Unito sui grandi impianti solari
Nel cuore rurale dell’Inghilterra, in Lincolnshire, si intensifica il conflitto tra comunità locali e sviluppatori energetici per la costruzione di grandi parchi solari. I residenti denunciano la perdita di terreni agricoli fertili e l’impatto paesaggistico, mentre il governo difende il progetto come necessario per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Il caso rappresenta una tensione crescente in Europa: la transizione energetica, pur essenziale, entra sempre più in competizione con altri usi del territorio, sollevando questioni sociali, economiche e ambientali difficili da conciliare. The Guardian
2. Temperature oltre i 44°C a marzo nel Sud-Ovest degli USA
Negli Stati Uniti sud-occidentali sono stati registrati valori termici superiori ai 44°C già nel mese di marzo, un’anomalia che gli esperti definiscono senza precedenti. L’evento ha battuto numerosi record storici e ha messo sotto pressione reti elettriche, sistemi sanitari e infrastrutture urbane. Secondo i climatologi, il cambiamento climatico ha reso questi picchi molto più probabili e intensi. La tendenza indica che episodi simili potrebbero diventare sempre più frequenti, con impatti significativi sulla vivibilità di alcune aree e sulla sostenibilità delle attività economiche. AP News
3. Crollo delle zone umide e biodiversità d’acqua dolce
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua che si celebra oggi, un rapporto delle Nazioni Unite rilanciato da Reuters avverte che il pianeta potrebbe affrontare una vera e propria “bancarotta idrica”. Inoltre, secondo il WWF, circa il 30% delle zone umide globali è scomparso dal 1970, mentre le popolazioni di specie d’acqua dolce sono crollate dell’85%. Questo declino rappresenta uno dei segnali più allarmanti della perdita di biodiversità su scala planetaria. Le zone umide svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del clima, nella purificazione dell’acqua e nella protezione dalle alluvioni. La loro distruzione non solo impoverisce gli ecosistemi, ma aumenta anche la vulnerabilità delle società umane agli eventi estremi. Reuters
21 marzo
1. Crisi idrica globale verso il “fallimento irreversibile”
Le Nazioni Unite avvertono che il pianeta rischia una “bancarotta idrica” se non cambieranno rapidamente le politiche di gestione delle risorse. Il degrado di fiumi e falde, aggravato dal cambiamento climatico, sta già compromettendo sicurezza alimentare ed economie locali. Reuters
2. Energia nel mirino dei conflitti: rischio sistemico globale
L’attacco a infrastrutture del gas in Medio Oriente, con danni a un impianto che rappresenta circa il 20% dell’export globale di GNL, mostra quanto energia e geopolitica siano ormai intrecciate con la sicurezza climatica. The Guardian
3. L’Australia approva un nuovo progetto di gas nonostante gli obiettivi climatici
Il governo australiano ha dato il via libera a un’espansione del gas da carbone, suscitando critiche per l’incoerenza con gli impegni climatici. Gli esperti parlano di “contraddizione strutturale” nella transizione energetica. The Guardian
20 marzo
1. Ondata di calore “impossibile” senza il cambiamento climatico negli USA
Un’ondata di caldo record nel West americano, con temperature fino a 17°C sopra la media stagionale, è stata giudicata dagli scienziati “virtualmente impossibile” senza il riscaldamento globale di origine umana. L’evento ha colpito centinaia di città e accelerato la fusione della neve, confermando come la crisi climatica stia già alterando profondamente i sistemi meteorologici. The Guardian
2. Transizione energetica ancora contraddittoria in Cina
Pechino punta a espandere rapidamente rinnovabili come eolico e solare, ma continua a sostenere l’uso “efficiente” dei combustibili fossili, mostrando le tensioni tra sviluppo economico e obiettivi climatici. Carbon Brief
3. La conoscenza indigena conferma: i grandi uccelli stanno scomparendo
Nell’ambito del progetto Local Indicators of Climate Change Impacts, i ricercatori hanno intervistato quasi 1.500 persone indigene in tre continenti. I detentori di conoscenze indigene hanno confermato ciò che gli scienziati hanno documentato: le specie di uccelli più grandi vengono sostituite da uccelli più piccoli, perché gli uccelli più grandi si riproducono più lentamente e sono maggiormente a rischio di essere cacciati. La ricerca mostra come le conoscenze indigene e occidentali possano completarsi a vicenda. Mongabay
19 marzo
1. Prezzi del carbonio in calo in Europa tra ipotesi di intervento UE
Il mercato europeo delle emissioni registra un calo superiore al 5% dopo l’apertura della Commissione a modifiche per contenere i costi energetici. La possibile immissione di nuovi permessi rischia però di indebolire uno dei principali strumenti climatici del continente. Reuters
2. Dalla fragilità dei combustibili fossili all’indipendenza elettrica
L’attuale sistema energetico globale, ancora fortemente dipendente da petrolio, gas e carbone, è strutturalmente fragile perché esposto a shock geopolitici, volatilità dei prezzi e interruzioni delle forniture. Secondo Ember, i combustibili fossili non garantiscono più stabilità, ma rappresentano una vulnerabilità sistemica. Le importazioni, concentrate in pochi Paesi e soggette a tensioni internazionali, rendono le economie dipendenti da dinamiche esterne difficilmente controllabili. Le crisi degli ultimi anni hanno dimostrato come i prezzi possano impennarsi rapidamente, con effetti a catena su inflazione, bilance commerciali e sistemi produttivi. L’analisi evidenzia invece come l’elettrificazione, alimentata da fonti rinnovabili domestiche, offra un percorso verso una maggiore autonomia. Energia solare ed eolica, una volta installate, riducono drasticamente l’esposizione ai mercati globali dei combustibili e ai relativi rischi geopolitici. In questo senso, la sicurezza energetica non dipende più dall’accesso alle risorse fossili, ma dalla capacità di produrre elettricità pulita a livello nazionale o regionale. Il passaggio chiave è definito come “indipendenza elettrica”: un sistema in cui trasporti, riscaldamento e industria vengono progressivamente elettrificati, riducendo la domanda di combustibili importati. Tecnologie come veicoli elettrici e pompe di calore, insieme all’espansione delle rinnovabili, sono indicate come leve decisive per trasformare la struttura dei consumi energetici. In questo quadro, la transizione non è solo una risposta alla crisi climatica, ma una strategia economica e geopolitica. Ridurre la dipendenza dai fossili significa anche contenere la volatilità dei prezzi e rafforzare la resilienza dei sistemi energetici. Un cambio di paradigma che, secondo Ember, segna il passaggio da un modello basato sulla scarsità e sulla competizione per le risorse a uno fondato su abbondanza, stabilità e produzione diffusa. Ember
3. ONG e governi chiedono all’Ue di non indebolire il mercato del carbonio
Il sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS) torna al centro del confronto politico ed economico: secondo organizzazioni ambientaliste e diversi governi, Bruxelles deve difenderlo per garantire non solo gli obiettivi climatici, ma anche la competitività dell’industria pulita. Le ONG sottolineano che l’ETS rappresenta uno strumento chiave perché introduce un prezzo sulle emissioni, creando un segnale economico chiaro per orientare gli investimenti verso tecnologie a basse emissioni. Senza questo meccanismo di mercato, avvertono, le imprese europee rischiano di perdere terreno nella corsa globale alle tecnologie verdi. Il messaggio è anche politico. Le organizzazioni chiedono al governo tedesco, e in particolare al cancelliere Friedrich Merz, di sostenere con decisione il sistema, respingendo le pressioni per indebolirlo in risposta all’aumento dei prezzi energetici. Un eventuale allentamento, sostengono, comprometterebbe sia la credibilità della politica climatica europea sia la capacità dell’industria di competere su scala internazionale. Clean Energy Wire
18 marzo
1. Energia dal basso: il Pakistan accelera sul solare domestico
Di fronte a blackout e prezzi elevati dei combustibili fossili, famiglie e piccole imprese pakistane stanno installando pannelli solari su larga scala. Questo fenomeno sta ridisegnando il sistema energetico nazionale, riducendo la dipendenza dalle importazioni e mostrando come la transizione possa avvenire anche in modo decentralizzato. The Guardian
2. Trump apre a nuove trivellazioni nel Golfo del Messico
L’amministrazione guidata da Donald Trump ha autorizzato un nuovo maxi-progetto di estrazione petrolifera in acque ultra-profonde nel Golfo del Messico, affidato alla compagnia BP. Si tratta del progetto “Kaskida”, uno dei più ambiziosi degli ultimi anni, destinato a operare a profondità estreme e con tecnologie ancora relativamente nuove.
Secondo quanto riportato, il giacimento potrebbe contenere fino a 10 miliardi di barili di greggio e produrre decine di migliaia di barili al giorno a partire dalla fine del decennio. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione statunitense volta a rilanciare le trivellazioni offshore e rafforzare la sicurezza energetica nazionale.
La decisione ha però sollevato forti critiche da parte di ambientalisti e di parte del mondo politico. Le organizzazioni denunciano rischi elevati per ecosistemi marini già fragili e sottolineano come le trivellazioni in acque ultra-profonde comportino probabilità più alte di incidenti, evocando il precedente del disastro della Deepwater Horizon del 2010. New York Times
3. Bomba a orologeria: petroliera russa in avaria vicino alle coste italiane
Le autorità marittime hanno avvertito i naviganti di tenersi alla larga da una petroliera russa senza equipaggio che da giorni è alla deriva tra l’Italia e Malta in seguito a un presunto attacco con droni, suscitando timori di un disastro ambientale.
Le immagini di sorveglianza riprese dall’alto mostrano l’imbarcazione annerita e fumante, inclinata su un lato, con un’enorme falla sul lato di babordo e una sostanza vischiosa nelle acque circostanti.
Secondo le autorità italiane, la nave battente bandiera russa, denominata Arctic Metagaz, trasporta circa 900 tonnellate di gasolio e oltre 60.000 tonnellate di gas naturale liquefatto nello scafo ancora intatto. CNN
17 marzo
1. Mega perdite di metano nel mondo accelerano il riscaldamento globale
Un’analisi satellitare rivela decine di “super-emissioni” di metano nel 2025, ciascuna con un impatto climatico paragonabile a una centrale a carbone. Le perdite, concentrate soprattutto in Turkmenistan ma diffuse anche negli Stati Uniti e in altri Paesi, sono in gran parte evitabili e rappresentano una leva immediata per rallentare il riscaldamento globale. Il metano è responsabile di circa un quarto dell’aumento delle temperature attuali. The Guardian
2. Auto elettriche e sicurezza energetica: il caso australiano
Secondo analisi recenti, la diffusione di un milione di veicoli elettrici potrebbe ridurre drasticamente la dipendenza dell’Australia dalle importazioni di carburanti fossili, evidenziando il ruolo della transizione energetica anche in chiave geopolitica. The Guardian
3. Gli eventi climatici estremi costano sempre di più alle economie europee
Le perdite economiche legate a eventi meteorologici estremi in Europa hanno raggiunto circa 45 miliardi di euro l’anno, una cifra cinque volte superiore rispetto agli anni Ottanta. Il dato evidenzia l’urgenza di investire sia nella mitigazione delle emissioni sia nelle politiche di adattamento. Reuters
16 marzo
1. Stati Uniti chiedono ai partner di proteggere lo Stretto di Hormuz
Washington ha chiesto ai paesi alleati di contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, da cui transita una quota significativa dell’energia mondiale. L’escalation militare nella regione sta alimentando l’instabilità dei mercati petroliferi e rilanciando il dibattito sulla sicurezza energetica globale. Reuters
2. Le tensioni geopolitiche rafforzano l’argomento per accelerare sulle rinnovabili
Un’alleanza globale dell’industria delle energie pulite ha chiesto ai governi di adottare misure urgenti per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, citando i rischi geopolitici e la volatilità dei prezzi dell’energia. Tra le proposte: procedure più rapide per autorizzare nuovi impianti, investimenti nelle reti e nello stoccaggio e maggior sostegno all’elettrificazione. Reuters
3. I Paesi caraibici cercano 200 milioni di dollari per proteggere gli ecosistemi
Dodici Stati dei Caraibi stanno lavorando a un piano per raccogliere circa 200 milioni di dollari destinati alla tutela della biodiversità marina e terrestre. L’iniziativa punta a contribuire all’obiettivo globale di proteggere il 30% delle terre e degli oceani entro il 2030, ma evidenzia anche il grande divario nei finanziamenti per l’adattamento climatico delle piccole isole. Reuters
15 marzo
1. Rilascio record di petrolio dalle riserve strategiche per contenere la crisi energetica
Trentadue Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia hanno deciso di liberare circa 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche, il più grande intervento coordinato di questo tipo. La misura mira a compensare la carenza di forniture e l’impennata dei prezzi dopo le tensioni geopolitiche che hanno colpito infrastrutture energetiche. Tuttavia, secondo gli analisti, l’intervento non è bastato a stabilizzare i mercati globali. Carbon Brief
2. La Germania manca i suoi obiettivi climatici: emissioni quasi ferme nel 2025
Le emissioni di gas serra tedesche sono diminuite appena dello 0,1% nel 2025, un calo molto inferiore agli obiettivi fissati dal governo. Il ministro dell’Ambiente ha riconosciuto che il ritmo della riduzione è troppo lento, soprattutto nei settori dei trasporti e dell’edilizia, mettendo a rischio i target climatici nazionali ed europei. The Guardian
3. La transizione energetica pone nuove sfide per la biodiversità globale
Un’analisi globale evidenzia che alcuni progetti di riforestazione progettati per rimuovere CO₂ dall’atmosfera potrebbero entrare in conflitto con la tutela degli ecosistemi naturali, per esempio quando vengono piantate foreste in praterie o savane che ospitano una biodiversità unica. Mongabay
14 marzo
1. L’esplosione dei data center e dell’IA pone nuovi interrogativi energetici
La diffusione dell’intelligenza artificiale sta alimentando un boom dei data center, con una domanda di elettricità in rapida crescita. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, il consumo energetico di queste infrastrutture potrebbe superare quello dell’intero Giappone entro il 2030. Gli esperti avvertono che l’espansione del settore rischia di complicare gli obiettivi climatici se non accompagnata da una forte crescita delle rinnovabili. The Guardian
2. Le inondazioni in Colombia riaccendono il dibattito sulle grandi dighe idroelettriche
Forti piogge e alluvioni che hanno colpito centinaia di migliaia di persone stanno riaprendo la discussione sull’impatto ambientale e sociale delle dighe idroelettriche nel Paese. Secondo ambientalisti e comunità locali, eventi estremi legati al cambiamento climatico rendono più rischiosi questi progetti infrastrutturali. Mongabay
3. Pakistan meno vulnerabile agli shock del gas grazie alle rinnovabili
Il ministro dell’Energia pakistano sostiene che il Paese è relativamente protetto dalle turbolenze del mercato del gas naturale liquefatto perché una parte significativa della produzione energetica proviene già da solare, eolico e idroelettrico. Reuters
13 marzo
1. Crollano le vendite globali di auto elettriche a febbraio
Le immatricolazioni globali di veicoli elettrici sono diminuite dell’11% a febbraio, secondo i dati della società di analisi Benchmark Mineral Intelligence. Il calo è stato trainato soprattutto dalla Cina, dove sono terminati alcuni incentivi fiscali e sussidi pubblici. Il rallentamento solleva interrogativi sulla velocità della transizione verso la mobilità a zero emissioni. Reuters
2. Otto Paesi europei chiedono di non indebolire il mercato del carbonio dell’UE
Spagna, Paesi Bassi e altri sei governi europei hanno invitato Bruxelles a non sospendere o indebolire il sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), considerato il principale strumento climatico dell’Unione. La richiesta arriva mentre alcuni Stati – come l’Italia – chiedono interventi per contenere i prezzi dell’energia. Reuters
3. Le dighe di scarti minerari diventano una “bomba tossica” per ambiente e comunità
Nel mondo esistono migliaia di bacini che contengono i residui tossici dell’industria mineraria. Un’inchiesta evidenzia che eventi climatici estremi – piogge intense e tempeste – stanno aumentando il rischio di collasso di queste strutture, con potenziali disastri ambientali e contaminazione delle acque. The Guardian
12 marzo
1. Prezzi del carburante per aerei in forte aumento mentre il petrolio sale
Il rapido aumento dei prezzi del carburante per jet sta mettendo sotto pressione le compagnie aeree globali. Secondo analisti del settore, il costo del carburante è cresciuto molto più velocemente del prezzo del petrolio grezzo a causa delle tensioni geopolitiche e delle strozzature nel mercato dei raffinati. Le compagnie stanno reagendo con aumenti dei biglietti, sovrapprezzi e riduzioni della capacità, con possibili ricadute sulle emissioni e sul costo del trasporto globale. Reuters
2. L’UE valuta un tetto al prezzo del gas per contenere la crisi energetica
Bruxelles sta discutendo nuove misure per ridurre i costi dell’energia, tra cui un possibile tetto al prezzo del gas. La proposta nasce dal timore che l’aumento dei prezzi legato alle tensioni internazionali possa rallentare la transizione energetica e colpire l’industria europea. La Commissione sta cercando di conciliare sicurezza energetica, competitività industriale e obiettivi climatici. Reuters
3. Migliaia di miniere minacciano le aree più ricche di biodiversità del pianeta
Un’indagine giornalistica ha identificato oltre 3.000 operazioni minerarie all’interno di aree chiave per la biodiversità. L’espansione dell’estrazione di minerali, spinta anche dalla domanda per la transizione energetica, sta accelerando la distruzione di habitat e mette a rischio migliaia di specie, con richieste crescenti di “no-go zones” per proteggere gli ecosistemi più fragili. The Guardian
11 marzo
1. Attivisti climatici pronti allo scontro legale con BP sugli obiettivi di decarbonizzazione
Il gruppo di azionisti climatici Follow This ha annunciato che potrebbe portare BP in tribunale dopo che la compagnia ha rifiutato di includere una risoluzione climatica nell’ordine del giorno della prossima assemblea degli azionisti. Gli investitori – che rappresentano circa 1.000 miliardi di euro di asset – chiedono alla compagnia di chiarire la propria strategia in uno scenario di calo strutturale della domanda di petrolio e gas. Il caso segnala la crescente pressione degli investitori sul settore fossile affinché allinei le proprie strategie agli obiettivi climatici. Reuters
2. Nuova corsa al solare continuo grazie al calo dei costi delle batterie
La forte riduzione dei prezzi delle batterie sta accelerando gli investimenti in impianti solari capaci di fornire energia 24 ore su 24 grazie ai sistemi di accumulo. Secondo analisti e operatori del settore, il modello “round-the-clock solar” potrebbe cambiare gli equilibri dei mercati elettrici, permettendo alle rinnovabili di competere sempre più direttamente con le centrali a gas per la produzione continua di elettricità. Reuters
3. Major petrolifere pronte a nuovi accordi di produzione in Venezuela
Chevron e Shell sarebbero vicine a siglare nuovi accordi per la produzione di petrolio in Venezuela, in quella che potrebbe essere la prima grande espansione delle attività dopo gli ultimi sviluppi politici nel Paese. L’iniziativa potrebbe aumentare l’offerta globale di greggio, con implicazioni sia per i mercati energetici sia per le politiche climatiche. Reuters



