“Giovani ambasciatori per la sostenibilità” per educare al futuro
C’è un ponte educativo tra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti nato dall’incontro tra l’Istituto comprensivo statale di Cappella Maggiore (Treviso) e la Gems Legacy school di Dubai. Obiettivo è promuovere la sostenibilità e formare le nuove generazioni alla cittadinanza attiva. È questo il cuore del progetto “Giovani ambasciatori per la sostenibilità”, avviato e coordinato da Dott.ssa Ketty Gallon, rappresentante italiana del programma Gems global ambassador, insieme alla professoressa Silvia Gasparetto dell’Istituto comprensivo di Cappella Maggiore, con il supporto di Asha Alexander, preside della Gems legacy school di Dubai ed Executive leader for climate change di Gems Education, un importante network scolastico internazionale fondato da Sunny Varkey, ideatore del Global teacher prize, il prestigioso premio per gli insegnanti.
L’iniziativa, avviata nel 2022, ha coinvolto attivamente centinaia di studenti dai 3 ai 14 anni in un percorso educativo e partecipativo che ha combinato laboratori creativi ideati dai docenti, incontri con esperti internazionali, attività di sensibilizzazione sui territori e scambi tra le scuole. “La partnership tra le due scuole ha dato vita a un dialogo che ha portato a laboratori, performance artistiche, scambi di materiali didattici, attività educative e incontri online, aprendo spazi di riflessione e immaginazione su possibili azioni concrete – ha detto Gasparetto -. Grazie a questo percorso, che ha visto la realizzazione di numerosi progetti e il conseguimento di importanti riconoscimenti, alcune rappresentanze scolastiche, insieme a una delegazione composta da amministrazioni locali e realtà del volontariato, hanno partecipato a un evento organizzato all’interno della Cop 28 sul clima di Dubai, portando così la voce dei più giovani in uno dei contesti decisivi per il nostro futuro”.

Tra gli obiettivi principali vi è la crescita della consapevolezza ambientale, con un approccio interdisciplinare che ha permesso agli studenti di confrontarsi con i grandi temi dell’Agenda 2030: dalla salvaguardia della biodiversità al consumo responsabile, dalla tutela delle foreste alla progettazione di città sostenibili. Un percorso che ha permesso di sviluppare competenze trasversali, formando il pensiero critico, e rafforzando leadership e collaborazione, elementi chiave per affrontare le sfide della transizione ecologica.
“Sul piano ambientale, gli studenti sono stati protagonisti di attività concrete: pratiche quotidiane sostenibili, azioni di riforestazione e cura degli spazi verdi. Iniziative che hanno contribuito a radicare comportamenti ecologicamente responsabili, a scuola e anche all’interno della propria comunità – ha spiegato Gallon –. Anche grazie alle testimonianze dei numerosi docenti coinvolti, posso dirlo senza rischio di essere smentita: in questi ragazzi è maturata una consapevolezza profonda, diversa da quella riscontrata in altre scuole. Alla base del cambiamento culturale c’è un semplice, ma efficace, ragionamento: se io cambio il mio modo di pensare cambio anche il mio modo di agire. I ragazzi diventano così i veri protagonisti del cambiamento, anche di quello degli adulti: portando a casa il messaggio riescono nell’intento di sensibilizzare. Molti genitori hanno infatti partecipato agli incontri, alle serate e alle tante attività che abbiamo promosso: ma è dai figli che è partita la scintilla”.

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è rappresentato dalla sua governance multilivello, che ha visto la cooperazione tra istituzioni scolastiche, amministrazioni comunali e organizzazioni territoriali. Il sostegno delle amministrazioni ha permesso di sviluppare numerose progettualità ed eventi in cui i ragazzi sono stati protagonisti attivi e ascoltati. Le iniziative, inoltre, sono state rese possibili grazie al supporto di sponsor, imprese e istituti bancari, che hanno sostenuto la diffusione di buone pratiche educative e lo sviluppo di una cultura della sostenibilità condivisa. Questo approccio ha garantito continuità e replicabilità nel lungo termine, rendendo il progetto un modello esportabile in altri territori. “Il progetto Giovani ambasciatori per la sostenibilità costituisce un’importante esperienza di cooperazione attiva tra soggetti pubblici (enti locali, scuola) e privati (consorzio pro loco, mondo dell’associazionismo, imprese locali), strategica per raggiungere, attraverso l’educazione e l’azione sul territorio, gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, come indicato peraltro dal suo stesso Goal 17 (partnership per gli obiettivi) – ha ricordato Mariarosa Barazza, Sindaca di Cappella Maggiore -. Ogni goccia conta, così come la parte che ciascuno di noi può e deve fare per prendersi cura della nostra casa comune”.
Con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle scuole nella promozione dello sviluppo sostenibile, è nato poi il concorso “Ecostyle e cibo green – ogni goccia conta”, un primo sviluppo concreto dei Giovani ambasciatori promosso dal Consorzio pro loco Prealpi Unpli. Il bando pubblicato sul tema è rivolto alle scuole secondarie di primo grado e ha impegnato sei comuni del territorio trevigiano (Cappella Maggiore, Colle Umberto, Cordignano, Fregona, Sarmede e Vittorio Veneto) su due ambiti chiave per la transizione ecologica: la moda sostenibile e il cibo responsabile. L’iniziativa, capace di coinvolgere circa 700 studenti, ha sensibilizzato i ragazzi sulle scelte di consumo e ha valorizzato la creatività e l’impegno giovanile. Per incentivare la partecipazione, sono state organizzate attività didattiche gratuite nelle scuole aderenti, grazie alla partecipazione di esperti nazionali e internazionali, con particolare attenzione al rafforzamento delle competenze trasversali. Le premiazioni dello scorso 30 maggio sono state un’importante traguardo raggiunto.

Tra le proposte in fase di ampliamento, figurano percorsi di “public speaking” e laboratori di formazione legati al mondo della comunicazione, pensati per potenziare la capacità dei giovani di esprimersi in modo efficace e consapevole. “L’idea è rafforzare e ampliare attività formative difficili da attivare nelle scuole. Mi piacerebbe introdurre percorsi di oratoria e giornalismo perché oggi i ragazzi comunicano quasi esclusivamente attraverso il digitale, e questo impoverisce la loro capacità di esprimersi. Parlare in pubblico è una competenza chiave e va coltivata. Le nuove generazioni non devono aver paura di parlare, di far sentire la propria voce – ha sottolineato infine Gallon -. Ascoltare i ragazzi è l’unica via da percorrere se davvero vogliamo prenderci cura del futuro. Ai ragazzi dico: vincete la paura di non essere ascoltati, formatevi e sviluppate il pensiero critico. E agli adulti ricordo: abbiamo il dovere e la responsabilità di accompagnarli in questo percorso. Da soli è difficile, ma insieme si può realmente fare la differenza”.